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	<title>La Bregaglia &#187; Giovani</title>
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	<description>Associazione La Bregaglia</description>
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		<title>Sulle orme dei genitori</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 00:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci vediamo sulla nuova piattaforma.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=141245" rel="attachment wp-att-141246"><img class="alignleft size-full wp-image-141246" alt="gm" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/08/gm.jpg" width="100" height="100" /></a>Hanno ripreso l’attività dei genitori, o seguono le loro orme.</strong> Ne parliamo con Giulia Marcarini.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-141245"></span><br class="spacer_" /><br class="spacer_" />Sono Giulia Marcarini, ho 34 anni e faccio la contadina da alcuni anni. Io e mio marito abbiamo rilevato l’azienda agricola della famiglia Bühler a Dasciun/Soglio.</p>
<p><strong>In quale momento e come hai capito che volevi fare il mestiere, la professione di tuo padre/di tua madre?</strong><br />
Non credo ci sia stato un momento preciso in cui ho deciso di seguire le orme di mia mamma, sono state diverse scelte di vita che mi hanno portato a questo lavoro&#8230;</p>
<p>Un episodio che mi è rimasto nel cuore è quando da piccola mia mamma lasciava andare me e mio fratello a pascolare con le capre, era ed è forse ancora la parte che preferisco.<br />
Le capre mi danno molta pace, sono così diverse fra loro, ognuna con il proprio carattere e personalità.</p>
<p>Mi ricordo il mio professore di disegno quando studiavo in Ticino, mi diceva spesso di andare a studiare agricoltura anziché star li a disegnare architettura. Forse avrei dovuto ascoltarlo, ma ero ancora troppo giovane e forse anche per paura di mollare tutto e doversi lanciare in una vita indipendente.</p>
<p><strong>Nell’imparare il mestiere ti ha facilitato il fatto che i tuoi genitori praticavano già questo lavoro?</strong><br />
Ovviamente crescere nel mondo del contadino mi ha aiutato e facilitato moltissimo, mia mamma mi ha insegnato tantissime cose che a scuola non vengono trasmesse.<br />
Ed è anche grazie all’aiuto di tutta la mia famiglia e di mio marito se ho potuto intraprendere questo lavoro. Mi hanno sempre sostenuto e li ringrazio molto. Abbiamo passato e passeremo insieme tanti bellissimi momenti collegati al mondo dell’agricoltura.</p>
<p><strong>Ti andrebbe di raccontare un episodio di quando accompagnavi il tuo papà/la tua mamma al lavoro?</strong><br />
Di episodi con mia mamma ne avrei a migliaia… ne racconto alcuni.<br />
Aiutare e veder nascere un animale sono sempre emozioni forti che rimangono nel profondo del cuore, per esempio la nascita di Olivia la nostra cara mucca. È stato un parto complicato, con l’aiuto del veterinario e con delle catene legate alle zampe della neonata per poterla tirare fuori, era un parto prematuro e si capiva che da qualche giorno la mamma di Olivia, Arvi, non stava bene.<br />
Ora Arvi vive ancora con noi a Dasciun, è un po&#8217; la matriarca della nostra piccola mandria.<br />
Andare a cavallo, tante sono state le ore a cavalcare dove tutto, in quel momento, si ferma, sei solo te ed il cavallo.<br />
Purtroppo ci sono stati anche molti momenti tristi, in particolare la morte di Aragorn, il cavallo di mia mamma, razza avelignese con un carattere forte, si percepiva che avevano stretto un legame molto intenso. Penso sia stato il momento più triste che abbia dovuto affrontare con mia mamma, con grande rammarico ci ha lasciato troppo presto.</p>
<p><strong>Cosa cambieresti del modo di condurre il lavoro da parte dei tuoi e cosa ti piacerebbe mantenere?</strong><br />
Penso che ognuno è libero di lavorare come meglio crede. Mia mamma lavora molto bene con gli animali, ha una passione incredibile e la sto ereditando sempre di più. Spesso in famiglia le abbiamo detto di diminuire il numero di animali, ma la verità è che la capisco, è veramente la cosa dura da fare.</p>
<p><strong>Ci sono dei cambiamenti che hai apportato nel modo di condurre il lavoro a differenza di quanto facevano i genitori?</strong><br />
Cambiamenti o miglioramenti nella vita ce ne saranno sempre e si possono fare, credo che non si finisca mai di imparare. C’è molto da imparare anche dagli animali, sotto alcuni punti di vista, devo dire che li trovo molto più intelligenti di noi. Devono affrontare una vita ricca di insidie, ma anche molti momenti piacevoli, quindi cerco di accudirli, proteggerli e capirli al meglio, poi ogni tanto cerco di mettermi nei loro panni, coccolarli e viziarli perché no..</p>
<p><strong>Ti piacerebbe l’idea che uno dei tuoi figli seguisse le tue orme?</strong><br />
Noi non abbiamo figli, ma se dovessimo averne, allora sì, mi piacerebbe molto se un figlio andasse avanti con il mestiere di un genitore, o entrambi.</p>
<p>Penso che per un genitore dia un senso di orgoglio ed è sicuramente appagante il fatto che si è potuto trasmettere la propria passione.<br />
Credo sia però più importante riuscire a trovare un lavoro che appassioni, allora è come aver fatto un 6 al lotto.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi obiettivi futuri?</strong><br />
Poter avere una fattoria tutta nostra. Questo è il sogno che io e mio marito vorremo realizzare.<br />
Un’ultima cosa&#8230; abbiate sempre cura dei vostri animali, che sia un pesciolino, o una mucca, una capra o un canarino, un gatto o un cane, perchè si sa, loro hanno tanta voglia di vivere e non possono scegliersi il padrone, ma l’uomo invece può scegliere di fare la cosa giusta per il proprio animale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-141247" alt="Giulia" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/08/Giulia.jpg" width="510" height="318" /></p>
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		<title>&#8220;La granda e la pita&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 02:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Bregaglia]]></category>
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		<description><![CDATA[Multifunzionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=141322" rel="attachment wp-att-140091"><img class="alignleft size-full wp-image-140091" alt="scuola" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/scuola.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Giovedì 28 agosto la posa della prima pietra.</strong> La struttura presenterà al piano interrato un nuovo spazio per accogliere i frequentatori delle strutture sportive, con spogliatoi bagni e docce.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-141322"></span>In seguito ad una pianificazione degli spazi avvenuta, nel 2022 il Comune ha rivisto la pianificazione degli spazi scolastici. L’edificio scolastico esistente, costruito nel 1902 dall&#8217;architetto bregagliotto Ottavio Ganzoni è risultato non è più adatto alle esigenze di una scuola contemporanea. A causa degli spazi limitati, inadeguati per i bisogni della scuola del giorno d’oggi, dello spazio esterno insufficiente e delle previsioni di sviluppo, il Comune ha deciso di costruire un nuovo edificio per la scuola dell’infanzia, quella elementare e per le strutture diurne. Ha vincere il progetto di architettura per la progettazione della nuova struttura è stata l’ARGE Albertin Architekten di Haldenstein e OG 27 di St. Moritz.</p>
<p>La nuova struttura presenterà al piano interrato un nuovo spazio per accogliere i frequentatori delle strutture sportive, con spogliatoi bagni e docce. Al piano terra ci sarà la scuola dell’infanzia, la cucina e la mensa; al primo e secondo piano le aule per a scuola primaria; poi all’esterno diversi spazi per l’attività degli studenti. Il costo preventivato per la realizzazione è di 9.8 milioni di franchi. La conclusione dei lavori entro la fine del 2027. Durante la fase realizzativa la sala polivalente sarà utilizzabile normalmente. Per i posteggi e la pista da ghiaccio il Comune cercherà delle soluzioni provvisorie. Lucia Nusser municipale del Comune di Bregaglia responsabile del dicastero scuole ha aperto il momento dei discorsi ufficiali. Lucia Nusser ha salutato tutti, in particolar modo gli scolari e le scolare di Maloja presenti e poi gli insegnati, la direzione scolastica, la commissione scolastica i colleghi municipali e gli architetti, nel suo discorso ha ricordato come con questo progetto si voglia costruire non solo un centro multi-funzionale ma una base solida per il futuro di Maloja, facendo di Maloja un luogo dove si possa crescere e vivere insieme.</p>
<p>Negli ultimi anni Maloja ha vissuto una fase di crescita, data dalla messa a disposizione da parte del Comune di terreno in diritto di superficie, permettendo così a nuove famiglie di insediarsi sul territorio, la risposta positiva a questa offerta è la dimostrazione, secondo Lucia Nusser, che Maloja continua ad essere un luogo attrattivo e vitale. Con la nuova costruzione si da quindi risposta ad un bisogno fondamentale del paese, realizzando un punto d’incontro per le famiglie.</p>
<p><iframe src="https://www.rtr.ch/play/embed?urn=urn:rtr:video:35a6f999-05bc-4f46-8f18-568b8ab954f0&amp;subdivisions=false" height="340" width="510" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p>Per Fernando Giovanoli sindaco del Comune di Bregaglia, il progetto rappresenta un tassello molto importante della strategia comunale, che va a completare un insieme di opere pubbliche realizzate, necessarie per la vita sociale e economica della valle. &#8220;Fa sempre piacere dar inizio a costruzioni di questo genere,- dichiara Fernando Giovanoli- un edificio scolastico multifunzionale è un segnale forte per un villaggio e per la comunità intera, e anche segno che si è lavorato bene fino adesso e che il numero di abitanti è in crescita grazie ai progetti per nuovi spazi abitativi realizzati in passato; dopo tanti progetti infrastrutturali di base per fognature e acquedotti, posteggi, piazze di giro e argini, questo qui è un investimento per il futuro. È un progetto che fa seguito ad idee lungimiranti partite con il comune di Stampa, che aveva deciso di allestire una scuola bilingue per Maloja, è un progetto che va avanti da quasi venti anni e possiamo dire che funziona e che ha successo e di questo possiamo esserne fieri. Naturalmente Maloja è un paese che continua ad espandersi e dunque anche per il futuro siamo chiamati a mantenere un alto livello di competitività, nel contesto dell’Engadina alta&#8221;.</p>
<p>Fernando Giovanoli ha terminato il discorso augurando un buon lavoro a chi sarà impegnato a realizzare l’opera.<br />
La cerimonia è terminata con la foto di gruppo con badile e casco per dare il via simbolico ai lavori.</p>
<p><iframe src="https://www.rsi.ch/play/embed?urn=urn:rsi:video:3075479&amp;subdivisions=false" height="340" width="510" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p><em>Testo di Renato Tomassini</em></p>
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		<title>Campo estivo 2025</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 01:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo già tornati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140739" rel="attachment wp-att-140740"><img class="alignleft size-full wp-image-140740" alt="Benvenuti" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/07/benvenuti.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Per la Chiesa evangelica riformata di Bregaglia, Nadia Crüzer fa un resoconto della settimana dei giovani Bregagliotti a Poschioavo.</strong> Siamo già tornati.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-140739"></span><br class="spacer_" />Dopo diversi mesi di preparazione, incontri per definire i compiti e l’organizzazione delle diverse giornate da trascorrere assieme, la settimana è volata. Il gruppo di adulti era già in sintonia poiché si rincontrava dopo l’esperienza in Val Monastero, nuova venuta Giulia che si è subito inserita bene e attivata nel gruppo assumendosi anche piccoli compiti. Una lode speciale a Angela che con buone idee e grande disponibilità, soprattutto con le ragazze, ha creato tanta buona e allegra atmosfera.</p>
<p>L’alloggio trovato in Val Poschiavo, la capanna Ape, per il gruppo era raggiungibile solo a piedi, 15 – 20 min. dalla stazione di Poschiavo. La casa, molto accogliente con una bella sala grande e luminosa dove prendere i pasti si prestava bene anche per diverse attività: giochi da tavola, cantare tutti assieme e ballare in compagnia.</p>
<p>In questa settimana abbiamo imparato a conoscere i paesi e diversi angoli speciali di una valle a noi sorella e che i ragazzi in parte conoscevano per gli incontri sportivi di calcio, o hockey. Già sabato abbiamo visitato le marmitte dei giganti a Cavaglia, a Viano siamo stati ospiti di Nadir che ci ha fatto visitare la loro fattoria con tutti quei graziosi maialini e tutta la famiglia si è attivata per offrirci un pranzo succulento. Siamo stati a San Carlo a visitare il mulino, la fucina in piena attività che ha attirato tanta attenzione e la segheria, il tutto attivato dall’acqua e dalle rispettive turbine. Abbiamo visitato anche Casa Tomè e il borgo di Poschiavo e assaggiato un buon gelato in piazza. Anche l’acqua non poteva mancare: la piscina di Poschiavo, ma soprattutto il tuffo nel lago a Le Prese prima di gustare la buonissima pizza che Aldo ci ha portato sul posto restano momenti indimenticabili. Tutti hanno fatto scorta di vitamine visitando e soprattutto gustando bacche e succhi a Campascio, nelle piantagioni di &#8220;piccoli frutti&#8221;.</p>
<p>In valle abbiamo incontrato tante persone conosciute e diverse sono anche venute alla capanna a trovarci, buonissime le meringhe di Luciana. Anche la pastora Witzsch ha trascorso con noi una mezza giornata.</p>
<p>Essendo il posto abbastanza isolato ci siamo goduti la buonissima grigliata, la musica e sul tardi i ragazzi si sono divertiti con la battaglia di palloncini d’acqua per poi venirsi a scaldare al falò e cantare in compagnia.<br />
Siamo tutti molto contenti e riconoscenti per non avere avuto incidenti di nessun genere e ringrazio i ragazzi per la partecipazione attiva e il buon comportamento.</p>
<p>Ringrazio di cuore anche Aldo e Silvana per tutto l’impegno, Danila, Osvaldo, Giulia e Angela per il grande lavoro, la serenità e l’allegria portata a tutti. Inoltre i miei ringraziamenti vanno alla Pro Junior per le attività promosse per tempo di &#8220;divertimento vacanze&#8221; e così la possibilità di acquistare il biglietto di viaggio e alla Chiesa evangelica riformata del cantone dei Grigioni per il sostegno finanziario (10.00 CHF per bambino al giorno).</p>
<p>Auguro a tutti ancora belle giornate spensierate, ci attiveremo presto per programmare il campo estivo dell’anno prossimo!</p>
<p><img alt="Campo_estivo" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/07/Campo_estivo.jpg" width="510" height="383" /></p>
<p><em>Renato Tomassini</em></p>
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		<title>Chiusura dell’anno scolastico all’Academia Engiadina</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 01:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140733" rel="attachment wp-att-140735"></a>Consegnati gli attestati di Maturità bilingue (I/T) e i diplomi di Scuola Specializzata.</strong> Auguri alle bregagliotte.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-140733"></span><br class="spacer_" />Congratulazioni a tutti gli studenti e le studentesse che hanno concluso il loro percorso formativo presso l’Academia Engiadina di Samedan! Giovedì 3 luglio&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140733" rel="attachment wp-att-140735"><img class="alignleft size-full wp-image-140735" alt="Maturita" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/07/Maturita.jpg" width="100" height="100" /></a>Consegnati gli attestati di Maturità bilingue (I/T) e i diplomi di Scuola Specializzata.</strong> Auguri alle bregagliotte.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-140733"></span><br class="spacer_" />Congratulazioni a tutti gli studenti e le studentesse che hanno concluso il loro percorso formativo presso l’Academia Engiadina di Samedan! Giovedì 3 luglio si è svolta a Pontresina la tradizionale giornata conclusiva dell’anno scolastico per gli studenti e le studentesse dell’Academia Engiadina di Samedan. L’evento ha costituito un’occasione significativa per celebrare e valorizzare i traguardi conseguiti da tutti gli studenti e le studentesse dell’istituto.</p>
<p>La cerimonia ufficiale di consegna dei diplomi di Scuola Specializzata e degli attestati di Maturità si è tenuta, invece, sabato 28 giugno presso la sala del teatro dell’Hotel Reine Victoria di St. Moritz. In questa occasione, tra gli altri, si sono distinti per aver conseguito la Maturità bilingue (italiano/tedesco), le studentesse Aitana Chao Guiance (Casaccia), Samira Gilly (Stampa), Irene Giovanoli (Soglio), Sara Zanetti (Poschiavo) e lo studente Giosuè Fisler (Brusio), mentre Alessia Roganti (Stampa) ha ottenuto il diploma di scuola media specializzata (FMS).</p>
<p>L’Academia Engiadina si congratula vivamente con loro per l’impegno e la costanza dimostrati durante tutto il percorso liceale. Questi studenti hanno arricchito le proprie competenze linguistiche frequentando la maggior parte dei corsi in immersione tedesca e approfondendo l’italiano sia attraverso le lezioni di madrelingua sia grazie alle lezioni di biologia in italiano. Il loro percorso testimonia la volontà di affrontare nuove sfide e di prepararsi al meglio per il futuro.</p>
<p>L’Academia Engiadina è particolarmente orgogliosa che Aitana, Alessia, Irene, Samira, Sara e Giosuè abbiano scelto di intraprendere questo ciclo formativo bilingue e si augura che possano trarre il massimo vantaggio dalla loro esperienza scolastica. A tutti loro vanno le più sentite congratulazioni e i migliori auguri per un futuro ricco di soddisfazioni e successi.</p>
<p><img alt="Diplomati" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/07/Diplomati-382x510.jpg" width="382" height="510" /></p>
<p><em>Anna Pedrotta, insegnante di italiano</em><br class="spacer_" /><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Complimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 01:00:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Bregaglia]]></category>
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		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140527" rel="attachment wp-att-140528"></a><strong>Muratore diplomato.<br class="spacer_" /></strong><br class="spacer_" /><span id="more-140527"></span><br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><br class="spacer_" />La Giovannini Casaccia SA si complimenta con Martin Rezzoli, il quale ha superato brillantemente l&#8217;esame di muratore.</p>
<p><br class="spacer_" /><br class="spacer_" /></p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140527" rel="attachment wp-att-140528"><img class="alignleft size-full wp-image-140528" alt="Diploma" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/07/Diploma.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Muratore diplomato.<br class="spacer_" /></strong><br class="spacer_" /><span id="more-140527"></span><br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><br class="spacer_" />La Giovannini Casaccia SA si complimenta con Martin Rezzoli, il quale ha superato brillantemente l&#8217;esame di muratore.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-140529" alt="Rezzoli" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/07/Rezzoli-486x510.jpg" width="486" height="510" /><br class="spacer_" /><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mia e Mirta in concerto a Coira</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 01:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Radio&TV]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140370" rel="attachment wp-att-140371"></a><strong>Mia Crüzer e Mirta Nusser si sono esibite a Coira.</strong> Soddisfazione per loro e per la Scuola di Musica Bregaglia.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-140370"></span><br class="spacer_" /><br />
La Scuola di Musica Bregaglia partecipa molto volentieri ogni qualvolta si presenta l&#8217;occasione di fare musica con altre associazioni&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140370" rel="attachment wp-att-140371"><img class="alignleft size-full wp-image-140371" alt="Presenza" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/Presenza.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Mia Crüzer e Mirta Nusser si sono esibite a Coira.</strong> Soddisfazione per loro e per la Scuola di Musica Bregaglia.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-140370"></span><br class="spacer_" /><br />
La Scuola di Musica Bregaglia partecipa molto volentieri ogni qualvolta si presenta l&#8217;occasione di fare musica con altre associazioni cercando lo spunto per far suonare, cantare o ballare i propri studenti e viceversa ospitando studenti provenienti da altre istituzioni musicali. Ciò che maggiormente sta a cuore al comitato e al corpo docenti, presieduti da Andrea Crüzer è che gli appassionati di musica possano trovare ovunque una comunità musicale affine, che la musica possa essere la chiave per camminare su questo pianeta promuovendo dunque occasioni come il Pfingstlager, tenutosi il 7, l&#8217;8 e il 9 giugno tra St. Antönien e Coira.<br class="spacer_" /><br />
<img alt="Concerto" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/Concerto.jpg" width="510" height="383" /></p>
<p>Lo JUSI, Jugendsinfonieorchester Graubünden, ha inoltrato anche alla SMB la proposta di partecipazione per gli studenti di musica e da marzo del 2025 le due studentesse individuate come papabili hanno cominciato a lavorare sugli spartiti per un concerto di 50 elementi.<br class="spacer_" /><br />
Mia Crüzer e Mirta Nusser, oltre ad aver passato le due giornate preparative con altri giovani talenti, si sono esibite a Coira, nell’Aula Kanti Halde, alle 15.30 e alle 17.00.<br class="spacer_" /><br />
Ricorrendo anche il ventesimo anniversario dell’orchestra giovanile, si è unita l’esibizione delle allieve della scuola di danza &#8220;Tanzerina&#8221;.<br />
Alla presenza di alcuni musicisti professionisti, fiati, strumenti a corda e percussioni si sono esibiti su arrangiamenti di brani pop e classici sotto la direzione di Anita Jehli.</p>
<p><iframe width="510" height="340" src="https://www.youtube.com/embed/L_mxHKfo9LI?si=xeO5SqK2KSzTJGnW" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe><br class="spacer_" /><br />
<em>Donatella Rivoir </em></p>
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		<title>Il Piccolo Principe per il teatro di fine anno della sede di Vicosoprano</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 02:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Messa in scena l’opera Il Piccolo Principe, tratto dal celebre libro scritto dall'autore francese e aviatore Antoine de Saint-Exupéry.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140363" rel="attachment wp-att-140366"><img class="alignleft size-full wp-image-140366" alt="Rappresentazione" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/Rappresentazione.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Messa in scena l’opera Il Piccolo Principe, tratto dal celebre libro scritto dall&#8217;autore francese e aviatore Antoine de Saint-Exupéry. </strong>Scuole di Bregaglia, sede di Vicosoprano.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-140363"></span><br class="spacer_" /><br class="spacer_" />Mercoledì 18 giugno scorso si è tenuta nella palestra di Vicosoprano la rappresentazione teatrale di fine anno dei ragazzi e delle ragazze della scuola primaria di Vicosoprano, con la partecipazione dei bambini e delle bambine della scuola dell’infanzia sempre di Vicosoprano.</p>
<p>La storia inizia con il pilota che, a causa di un guasto al motore, è costretto ad atterrare nel deserto del Sahara. Lì incontra il Piccolo Principe, che gli chiede di disegnargli una pecora. Il bambino racconta al pilota le sue avventure attraverso vari asteroidi, ognuno abitato da un personaggio adulto che incarna un difetto o una caratteristica della società umana: un re, un vanitoso, un ubriaco, un uomo d&#8217;affari, un lampionaio e un geografo.</p>
<p>Durante il suo viaggio, il Piccolo Principe arriva sulla Terra, dove incontra una volpe che gli insegna il valore dell&#8217;amicizia e del legame speciale che si crea attraverso l&#8217;addomesticamento, ovvero il tempo e le cure dedicate all&#8217;altro.</p>
<p>L&#8217;incontro con la volpe è fondamentale perché rivela al Piccolo Principe l&#8217;importanza di prendersi cura delle proprie responsabilità e dei legami affettivi, in contrasto con la superficialità e la sete di possesso degli adulti che ha incontrato nei suoi viaggi.</p>
<p>Infine, il Piccolo Principe incontra un serpente, che gli rivela la possibilità di tornare al suo asteroide, e decide di farsi mordere per poter tornare dalla sua rosa, che sente di aver abbandonato.</p>
<p>La storia si conclude con il ritorno del pilota alla realtà, ma con una nuova consapevolezza e una rinnovata capacità di vedere il mondo con gli occhi di un bambino.</p>
<p>Nell’ora e mezza di spettacolo le scene teatrali si sono intercalati a canti corali e a danze, accompagnati dalla musica prodotta dal gruppo musicale degli scolari.</p>
<p>L’impegno profuso sia dai maestri che dai ragazzi, nella realizzazione è stato sicuramente enorme, riuscire ad integrare  la parte recitata con il canto, la danza e la musica, e pensare poi al trucco, i costumi, la scenografia non è stato un lavoro da poco, il tanto lavoro svolto ha dato i suoi frutti con una rappresentazione che è riuscita ad emozionare per la sue caratteristiche poetiche, con insegnamenti etici e morali che sono andati a toccare a fondo le sensibilità sia del numeroso pubblico presente che di tutti i ragazzi che hanno partecipato.</p>
<p>Un grande applauso è stato attribuito dal pubblico a fine spettacolo, adesso non resta che augurare una buona vacanza estiva a tutti, ricordandoci sempre che l’essenziale è invisibile agli occhi.</p>
<p><img alt="recita" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/recita.jpg" width="510" height="244" /></p>
<p><em>Renato Tomassini</em></p>
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		<title>Sulle orme dei genitori</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 02:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Ne parliamo con Alberto Giacometti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140102" rel="attachment wp-att-140115"><img class="alignleft size-full wp-image-140115" alt="A.Giacometti" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/A.Giacometti.jpg" width="100" height="100" /></a>Hanno ripreso l’attività dei genitori, o seguono le loro orme</strong>.</strong> Ne parliamo con Alberto Giacometti.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-140102"></span><br />
<strong>In quale momento e come hai capito che volevi fare il mestiere, la professione di tuo padre/di tua madre?</strong><br />
Non mi ricordo di un momento in particolare. Sono cresciuto sentendo i profumi della professione di mio padre. Già da piccolino aspettavo il suo rientro davanti al suo laboratorio e a volte mi capitava di accompagnarlo sul cantiere. Quando poi ho raggiunto l&#8217;età in cui finivo la scuola dell&#8217;obbligo non ho avuto dubbi nello scegliere il mio mestiere.</p>
<p><strong>Nell’imparare il mestiere ti ha facilitato il fatto che i tuoi genitori praticavano già questo lavoro?</strong><br />
I miei genitori mi hanno sempre sostenuto, come però hanno fatto anche con mio fratello e mia sorella.<br />
Io sapevo in parte a cosa potessi andare in contro, perché avevo visto praticare quella professione.</p>
<p><strong>Ti andrebbe di raccontare un episodio di quando accompagnavi il tuo papà al lavoro?</strong><br />
Mi ricordo che ogni tanto lo accompagnavo quando andava a portare o prendere qualcosa dai suoi clienti. Aveva un bel rapporto con loro e si percepiva che si trovava bene nella sua professione, svolgendola senza mai lamentarsi. Un episodio in particolare non me lo ricordo, ricordo lui in particolare.</p>
<p><strong>Ci sono dei cambiamenti che hai apportato nel modo di condurre il lavoro a differenza di quanto faceva tuo papà?</strong><br />
Ho ritirato l&#8217;azienda di mio padre già 21 anni fa, prendendola in gestione dapprima con il suo aiuto e poi proseguendo da solo. I cambiamenti più grandi vanno attribuiti alla gestione burocratica del lavoro oltre al continuo cambiamento dei materiali. Il mio percorso formativo mi ha portato a conoscere molte persone della stessa categoria, o di altre professioni affini alla mia. La riscoperta delle tecniche vecchie e i rispettivi materiali, associati agli edifici storici sono tematiche a cui mi sono sempre interessato e che ho avuto anche l&#8217;occasione di mettere in pratica. Ho fatto il possibile per mantenere quanto raggiunto da mio padre e a piccoli passi ho cercato nuovi sbocchi.<br />
Molte volte sono stati i miei clienti con i loro desideri a farmi scoprire nuove possibilità. Da parte mia sono sempre stato disponibile e pronto a nuove sfide e non legato necessariamente a pochi materiali o modi di fare, anche se affidabili e meno complicati. Per fare il pittore bisogna saper capire i desideri dei clienti, per poi presentare un lavoro secondo le loro aspettative. Una buona formazione, l&#8217;interesse per tutto quello riguardante la professione e il continuo e costante lavoro sul campo sono indispensabili per poter lavorare e raccogliere delle soddisfazioni.</p>
<p><strong>Ti piacerebbe l&#8217;idea che uno dei tuoi figli seguisse le tue orme?</strong><br />
Uno dei miei figli sta facendo l&#8217;apprendistato di pittore. Se vorrà seguire le mie orme, lo potrà fare. Chiaro che mi farebbe piacere poter lasciare la mia azienda a uno dei miei figli, però come padre dico che nessuno deve farlo per me e che ognuno dovrebbe esercitare una professione che gli dia piacere, che non pesi e che possa portare a delle soddisfazioni personali.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi obiettivi futuri?</strong><br />
Vorrei portare avanti la mia filosofia aziendale incentrata sul rapporto con i clienti e sulla conoscenza<br />
dei materiali. Vorrei inoltre continuare a migliorare la gestione burocratica della mia ditta.</p>
<p><img alt="Alberto" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/Alberto.jpg" width="510" height="414" /></p>
<p><em>Paolo Pollio</em></p>
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		<title>Sessantacinque anni in mezzo</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 02:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La collaborazione tra Centro Sanitario e le Scuole di Bregaglia mira anche a dare la visione dell’ospedale non solo come luogo di cura.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=140011" rel="attachment wp-att-140012"><img class="alignleft size-full wp-image-140012" alt="Letture" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/Letture.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Si è conclusa il 27 maggio la collaborazione tra gli studenti di 5a e 6a classe e alcuni over 70 residenti in Val Bregaglia.</strong> Terminerà a breve anche l’appuntamento di lettura condiviso da 8a e 9a classe della scuola secondaria e ospiti del Centro Sanitario Bregaglia.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-140011"></span><br class="spacer_" /><br />
La dottoressa Magnini racconta con gratitudine il tragitto che da una prima idea ha condotto grazie alla flessibilità di tutto lo staff al concretizzarsi di due progetti, incontro e comunicazione tra generazioni per favorire la socializzazione e rinsaldare il tessuto relazionale.</p>
<p>DI PARI PASSO, percorsi di movimento per conoscersi. Sei incontri con percorsi di propriocezione studiati insieme al reparto di fisioterapia, durante i quali ai ragazzi è stata data fiducia, ritenendoli in grado di accompagnare i loro compagni più anziani.</p>
<p>Contemporaneamente agli abitanti pensionati, non più integrati in ambiti lavorativi e quindi con meno occasioni di socialità viene offerta la possibilità di incontrare altre persone.</p>
<p>Lo scopo è duplice: intrattenersi e mantenersi attivi, il dialogo con qualcuno di cui si sa poco, l’opportunità di conoscere un po’ più a fondo due categorie spesso stigmatizzate, due mondi lontanissimi che collaborano. Preadolescenti spesso additati come apatici e problematici e settantenni – ottantenni apparentemente fragili e poco vitali. Che sorpresa scoprire che nel naturale declino arde una persona vivace, spiritosa e ricca di esperienze. Idealmente le coppie create non dovevano avere rapporti di parentela o vicinato, per favorire una relazione tra individui liberi, non condizionati da convenevoli o ruoli preesistenti.</p>
<p>Per il progetto LETTURA AD ALTA VOCE sono state individuate delle affinità di interesse tra ragazzi e ospiti della struttura sanitaria che, col pretesto della lettura hanno avuto modo di vivere da vicino una realtà che spesso intimorisce, la vita di un “grande anziano”. Leggere, così come cucinare insieme o cantare stabilisce una sorta di cuscinetto creativo che agevola il contatto, alleggerendolo, allontanando gli imbarazzi che deriverebbero dal confrontarsi tra estranei.</p>
<p>Entrambi i progetti sono stati preparati spiegando ai ragazzi gli intenti sociali e di crescita e alla fine se ne discute con loro, per fornire strumenti di riflessione a conclusione dell’esperienza.<br />
Relazionarsi è possibile, ciò che può apparire un ostacolo può rivelarsi un’opportunità e la comunicazione arricchisce tutti. Nemici comuni solo la fissità e l’isolamento.</p>
<p>La collaborazione tra <a href="https://www.csbregaglia.ch/it/" target="_blank">Centro Sanitario</a> e le <a href="https://scuolebregaglia.ch/progetti" target="_blank">Scuole di Bregaglia</a> mira anche a dar loro la visione dell’ospedale non solo come luogo di cura, ma anche di prevenzione e supporto e fornire loro degli adulti di riferimento aggiuntivi a quelli già esistenti.</p>
<p><em><em><img alt="Letture" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/06/Letture1.jpg" width="510" height="505" /></em></em></p>
<p><em>Donatella Rivoir</em></p>
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		<title>Sulle orme dei genitori</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 02:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[Ne parliamo con Ilaria Käser-Pedroni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=139980" rel="attachment wp-att-139981"><img class="alignleft size-full wp-image-139981" alt="IP" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/05/IP.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Giovani che riprendono l’attività dei genitori, o che seguono le loro orme.</strong> Ne parliamo con Ilaria Käser-Pedroni.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-139980"></span><br />
<strong>In quale momento e come hai capito che volevi fare il mestiere, la professione di tuo padre/di tua madre?</strong><br />
In realtà, non c&#8217;è stato un momento preciso o un&#8217;illuminazione improvvisa in cui ho deciso di seguire le orme di mio papà. La mia è stata più una crescita graduale e una naturale evoluzione all&#8217;interno dell&#8217;ambiente in cui sono cresciuta. Fin da piccola, ero costantemente immersa nel suo mondo professionale. Ricordo che mi affascinava profondamente, osservavo quello che faceva. Spesso, mi dava anche la possibilità di &#8220;aiutarlo&#8221; – o, come mi piace pensare ripensandoci ora, mi faceva credere che potessi aiutarlo!<br />
Questo mi ha permesso di sviluppare una familiarità e una curiosità spontanee per il settore dell&#8217;elettronica. Certo, durante l&#8217;adolescenza, come molti, ho avuto i miei momenti di indecisione, esplorando diverse idee e percorsi professionali. Ma, in fondo, la mia mente tornava sempre all&#8217;idea di intraprendere l&#8217;apprendistato in questo campo. Ho capito che la passione e l&#8217;interesse radicati fin da bambina erano troppo forti per essere ignorati. È stata una scelta consapevole e profondamente sentita, maturata nel tempo.</p>
<p><strong>Nell’imparare il mestiere ti ha facilitato il fatto che i tuoi genitori praticavano già questo lavoro?</strong><br />
Sì, senza dubbio. Avere mio padre già nel settore è stato un grande vantaggio per il mio percorso di apprendimento. Ho avuto la possibilità di vedere e capire le dinamiche di questo lavoro da vicino per anni, ben prima di iniziare l&#8217;apprendistato. Questo mi ha permesso di iniziare con una solida familiarità con l&#8217;ambiente e le sue specificità, il che per me ha rappresentato una preparazione preziosa. Avere il mio papà come figura di riferimento è stato un supporto costante e prezioso. Era come avere un mentore sempre a disposizione, pronto a chiarire dubbi e condividere la sua vasta esperienza. Questo ha reso il percorso di apprendimento più fluido e meno intimidatorio.</p>
<p><strong>Ti andrebbe di raccontare un episodio di quando accompagnavi il tuo papà/la tua mamma al lavoro?</strong><br />
Un episodio che ricordo con particolare affetto risale a quando mio padre lavorava per Bloomberg. Spesso doveva recarsi a Lugano, all&#8217;Hotel Splendide, per installare le apparecchiature necessarie al loro incontro. Molte volte mi portava con sé. Per me non erano semplici trasferte, ma delle vere e proprie avventure sul campo. Mi divertivo tantissimo ad aiutarlo a preparare tutto il materiale. Ricordo che mi sentivo un vero piccolo tecnico, orgogliosa di poter contribuire. Al di là dell&#8217;aspetto lavorativo, che già mi affascinava, quei momenti erano anche un prezioso tempo di qualità trascorso insieme a mio padre. Erano occasioni uniche per imparare, osservare e rafforzare il nostro legame, mentre lui mi introduceva nel suo mondo.</p>
<p><strong>Cosa cambieresti del modo di condurre il lavoro da parte dei tuoi e cosa ti piacerebbe mantenere?</strong><br />
Il settore dell&#8217;elettronica multimediale è, per sua natura, in costante e rapida evoluzione. Credo che la gestione e l&#8217;approccio al lavoro debbano rispecchiare questa dinamicità. Non possiamo permetterci di rimanere fermi; è un processo continuo di aggiornamento e adattamento. Ci sono valori e approcci che consideriamo i pilastri del nostro modo di lavorare, che desideriamo assolutamente preservare e portare avanti. Il primo è l&#8217;attenzione alla qualità del nostro lavoro e una cura profonda nei confronti del cliente. Mio papà e mio zio hanno sempre messo la soddisfazione del cliente al centro, e questo ha permesso di creare legami solidi e duraturi con molte persone nel corso degli anni. Questo senso di fiducia e vicinanza è qualcosa di prezioso che non solo non voglio perdere, ma intendo coltivare ulteriormente.</p>
<p>Voglio anche mantenere la loro dedizione e tenacia, specialmente nell&#8217;affrontare i momenti più complessi o le sfide del mercato. La loro resilienza è un esempio da seguire e un valore fondamentale per il futuro dell&#8217;attività. Più che di cambiamenti, parlerei di evoluzione e integrazione. Fortunatamente, questa mentalità è già ben presente e ho avuto la possibilità di sperimentarla in prima persona.<br />
Devo ringraziare mio papà e mio zio per la fiducia e la carta bianca che spesso mi lasciano nella gestione del nostro punto vendita. Questo mi ha permesso di implementare nuove strategie. Un esempio concreto di questa evoluzione è il nostro percorso da negozio ed azienda specializzata esclusivamente in elettronica ed elettricità a un punto vendita che ora offre anche articoli casalinghi, giocattoli e oggettistica. Questa diversificazione ci ha permesso di offrire qualcosa in più alla nostra clientela locale, rispondendo a nuove esigenze e ampliando il nostro raggio d&#8217;azione. L&#8217;idea è continuare su questa strada, esplorando nuove opportunità e mantenendo sempre un occhio sulle innovazioni per rimanere competitivi e rilevanti per la nostra Valle.</p>
<p><strong>Ci sono dei cambiamenti che hai apportato nel modo di condurre il lavoro a differenza di quanto faceva il tuo papà?</strong><br />
Assolutamente sì, ci sono già stati dei cambiamenti significativi nel modo di condurre il lavoro, in linea con l&#8217;evoluzione del nostro settore. Come ho accennato, nel nostro campo, rimanere statici è impensabile. La nostra azienda, qui a Vicosoprano, si è evoluta da un focus esclusivo sull&#8217;elettronica e l&#8217;elettricità a un negozio che ora offre anche articoli casalinghi, giocattoli e oggettistica. Questo è un cambiamento che ho contribuito a creare, grazie alla fiducia e alla &#8220;carta bianca&#8221; che mio papà e mio zio mi hanno concesso nella gestione del nostro punto vendita. L&#8217;obiettivo di questa diversificazione è stato quello di offrire qualcosa in più alla nostra clientela locale, rispondendo a nuove esigenze e ampliando il nostro raggio d&#8217;azione. Credo che questa capacità di adattamento e di esplorare nuove opportunità sia fondamentale per il futuro, e sono orgogliosa di aver già potuto mettere in pratica questa visione.</p>
<p><strong>Ti piacerebbe l&#8217;idea che uno dei tuoi figli seguisse le tue orme?</strong><br />
Al momento non ho figli, ma se un giorno ne avrò, la mia speranza più grande è che possano avere la totale libertà di scegliere il percorso professionale e il futuro che li rendono più felici, proprio come è capitato a me. Se questa scelta dovesse significare seguire le mie orme, ne sarei sinceramente felice e orgogliosa, perché vorrebbe dire che hanno trovato la loro strada in un ambito che anche io amo. Tuttavia, la cosa veramente fondamentale per me è che la loro decisione sia dettata dalla loro vera passione e che li porti alla realizzazione personale, indipendentemente dal settore. La loro felicità e la loro soddisfazione saranno sempre la mia priorità assoluta.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi obiettivi futuri?</strong><br />
I miei obiettivi futuri sono fortemente legati alla crescita e alla longevità della nostra azienda familiare, portandola con successo nella nuova generazione. Il mio desiderio principale è garantire un futuro solido e innovativo alla nostra attività, riuscendo a identificare costantemente nuovi sbocchi di mercato e aree di sviluppo. Questo significa non solo essere al passo con i tempi, ma anticipare le tendenze del settore dell&#8217;elettronica multimediale e dell&#8217;elettrotecnica, mantenendo sempre quella voglia e tenacia di migliorarci ed evolverci che sono stati finora fondamentali.<br />
Voglio contribuire attivamente a un ambiente dove l&#8217;innovazione sia la norma e la qualità, il nostro segno distintivo. Essendo un&#8217;azienda a conduzione familiare, spero che questa nuova generazione, di cui facciamo parte io e i miei cugini, possa portare avanti con passione e dedizione questo sogno comune.</p>
<p><img alt="Ilaria" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/05/Ilaria-510x510.jpg" width="510" height="510" /></p>
<p><em>Paolo Pollio</em></p>
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		<title>Sulle orme dei genitori</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2025 01:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bregaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[Ne parliamo con Elisa Nunzi Giovanoli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=139753" rel="attachment wp-att-139754"><img class="alignleft size-full wp-image-139754" alt="Nunzi" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/05/Nunzi.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Giovani che riprendono l’attività dei genitori, o che seguono le loro orme.</strong> Ne parliamo con Elisa Nunzi Giovanoli.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-139753"></span><br class="spacer_" />Sono nata e cresciuta a Soglio. Sono sposata, ho un figlio e ho rilevato da poco l&#8217;azienda agricola dei miei genitori. Ho un diploma come educatrice sociale e sono appassionata da sempre di ornitologia e di capre.</p>
<p><strong>In quale momento e come hai capito che volevi fare il mestiere, la professione di tuo padre/di tua madre?</strong><br />
Penso che in qualche modo io l&#8217;abbia sempre saputo. Causa allergie e vari motivi, finita la scuola dell&#8217;obbligo ho intrapreso altre strade e ho lavorato per anni in ambito sociale. Nel mio tempo libero però mi piaceva stare in stalla e dare una mano con la mungitura delle capre. Più passavano gli anni e più tempo trascorrevo nell&#8217;azienda agricola. Col miglioramento delle allergie e con l&#8217;aumento degli animali e del lavoro burocratico, anche le mie ore di lavoro aumentavano spingendomi quindi a fare la scelta di concentrarmi su questa strada.</p>
<p><strong>Nell’imparare il mestiere ti ha facilitato il fatto che i tuoi genitori praticavano già questo lavoro?</strong><br />
Assolutamente sì. Avere zii, vicini di casa e genitori che svolgono, o che svolgevano questa professione mi ha permesso di osservare, fare pratica e imparare molto direttamente sul campo.</p>
<p><strong>Ti andrebbe di raccontare un episodio di quando accompagnavi il tuo papà/la tua mamma al lavoro?</strong><br />
Si potrebbe scrivere un libro con tutti gli aneddoti e le avventure vissute in questi anni. Molti capitoli potrà scriverli mio padre, quando avrà tempo (e voglia) di fare il pensionato&#8230; dalle ciaspolate nella neve fresca per raggiungere Tombal e portare il fieno alle mucche, al rincorrere capre scappate, nell&#8217;aggiustare macchinari, aiutare un animale durante un parto. Le fatiche e gli imprevisti non sono mancati. Ma non sono mancate neanche le risate e le soddisfazioni.</p>
<p><strong>Cosa cambieresti del modo di condurre il lavoro da parte dei tuoi e cosa ti piacerebbe mantenere?</strong><br />
Credo che inizialmente ci voglia un po&#8217; di continuità e non penso di voler stravolgere tutto dall&#8217;oggi al domani. Voglio mantenere la mungitura tradizionale a mano e gli attuali prodotti. Col passare del tempo si vedrà cosa vale la pena cambiare e cosa è meglio lasciare così com&#8217;è. Quello che ho già capito è che il motto aziendale continuerà con la stessa filosofia di prima: perché semplificarsi la vita quando ce la si può complicare?</p>
<p><strong>Ci sono dei cambiamenti che hai apportato nel modo di condurre il lavoro a differenza di quanto faceva il tuo papà?</strong><br />
Qualche anno fa, il mio papà ha venduto le vacche nutrici ed ha aumentato il numero di capre. Visto che la capra nera verzasca è sempre stata la mia passione, negli ultimi anni ho comprato più capre e becchi di questa robusta razza e alcune pecore. Non escludo che un giorno o l&#8217;altro non compri nuovamente anche qualche bovino o qualche asino, chissà. In questo periodo di transizione mio padre, mio marito ed io abbiamo già costruito una teleferica per portare a valle il fieno e una nuova concimaia e rimessa. Probabilmente ci aspetteranno ancora un bel po&#8217; di cambiamenti e progetti, ma preferisco non pianificare tutto, visto che poi le cose non vanno mai come previsto.</p>
<p><strong>Ti piacerebbe l&#8217;idea che uno dei tuoi figli seguisse le tue orme?</strong><br />
Questo lavoro dona molte soddisfazioni ma richiede anche sacrifici e spirito di adattamento. Penso che solo con grande passione si possano affrontare tutte le sfide che ci si presentano davanti. Se mio figlio erediterà questa passione ben venga, ma deve poter scegliere liberamente la sua strada.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi obiettivi futuri?</strong><br />
Riuscire a trovare e mantenere un buon equilibrio fra lavoro, impegni, interessi, famiglia e animali.</p>
<p><img alt="E.Nunzi" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/05/E.Nunzi_.jpg" width="510" height="432" /></p>
<p><em>Paolo Pollio</em></p>
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		<title>Sulle orme dei genitori</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2025 01:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Bregaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Ne parliamo con Bettina Pedroni-Cadursich.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=139455" rel="attachment wp-att-139456"><img class="alignleft size-full wp-image-139456" alt="Bettina" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/04/Bettina.jpg" width="100" height="100" /></a>Giovani che riprendono l’attività dei genitori, o che seguono le loro orme.</strong> Ne parliamo con Bettina Pedroni-Cadursich.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-139455"></span></p>
<p>Sono Bettina Pedroni-Cadursich, sono cresciuta e abito con la mia famiglia ad Isola, Maloja, ho 35 anni e sono mamma di quattro figli. Io ho l&#8217;azienda agricola dei miei genitori  e mio marito Diego Pedroni ha a Roticcio l&#8217;azienda dei suoi genitori.<strong></strong></p>
<p>In quale momento e come hai capito che volevi fare il mestiere, la professione di tuo padre o di tua madre?<br />
Ho capito che volevo fare l’agricoltrice quando avevo otto anni. Il mio tempo libero lo passavo sempre assieme ai miei genitori per aiutarli con le capre, a fare fieno, a mungere, a guardare e a imparare come si fa formaggio. Mi piaceva molto aiutare i miei genitori. Loro hanno iniziato nel 1990 a Isola. E io ho sempre detto che volevo lavorare allevando le capre a Isola. Dal 2010 lavoro qui con mio marito Diego.</p>
<p><strong>Nell’imparare il mestiere ti ha facilitato il fatto che tuo/tua padre/madre praticava già questo lavoro?<br />
</strong>Sì, questo mi ha sicuramente aiutato, ma ogni azienda agricola ha le sue particolarità. Per questo è un mestiere con molte sfaccettature.</p>
<p><strong>Ti andrebbe di raccontare un episodio di quando accompagnavi uno dei tuoi genitori al lavoro?<br />
</strong>La mattina mi alzavo presto per andare a mungere le capre con mio padre, una volta finito portavamo il latte fresco in cascina dove mia mamma stava riscaldando il latte della sera per poi fare il Mascarpin. Era l’ora di spedire le capre in direzione della Margna per pascolare. Durante la giornata aiutavo i miei genitori nei più svariati lavori, come la fienagione, fare recinti, pulire i prati, ecc. Dopo pranzo andavo a cercare le capre che di solito erano sotto la Margna nel Murtaratsch, ma delle volte andavano in direzione Aela, o peggio ancora verso la Caiürga, e allora si doveva camminare molto per trovarle e riportarle a Isola per la mungitura serale.</p>
<p><strong>Cosa cambieresti del modo di condurre il lavoro da parte dei tuoi genitori e cosa ti piacerebbe mantenere?<br />
</strong>Voglio continuare con l’attività come facevano i miei genitori, mi piacerebbe poter costruire una nuova stalla per le capre.</p>
<p><strong>Ci sono dei cambiamenti che hai apportato nel modo di condurre il lavoro a differenza di quanto faceva tuo papà/mamma?<br />
</strong>No.</p>
<p><strong>Ti piacerebbe l&#8217;idea che uno dei tuoi figli continuasse le tue orme?</strong><br />
Sì, sarebbe bello, ma non voglio obbligarli a fare scelte controvoglia.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi obiettivi futuri?</strong><br />
Il mio prossimo obiettivo è il passaggio generazionale dell’azienda agricola dei miei genitori. Una cosa che mi preoccupa un po’ è  la presenza del lupo nelle nostre Valli e Alpeggi, ma sono fiduciosa nel futuro.</p>
<p><img alt="Famiglia" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2025/04/Famiglia-410x510.jpg" width="410" height="510" /><br />
<em></em></p>
<p><em>Paolo Pollio</em></p>
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