A ottobre il Gran Consiglio esaminerà la nuova legge contro la violenza domestica. Il gruppo parlamentare PS ha discusso preliminarmente la legge e, anche se a suo avviso risulta piuttosto minimalista, per il PS una cosa è chiara: l’emanazione della legge è indispensabile per attuare finalmente la Convenzione di Istanbul nel Cantone. Nel dibattito in Gran Consiglio, il PS si impegnerà per apportare miglioramenti, tra l’altro a favore di offerte di formazione e perfezionamento per il personale specializzato.
Va garantito un finanziamento completo
La nuova legge recita testualmente: «Sulla base di un’analisi del bisogno e di una pianificazione dell’offerta, il Cantone garantisce offerte di protezione, di aiuto e di sostegno per persone vittime di violenza e per i loro familiari.» Per il PS è fondamentale che tale garanzia comprenda anche il finanziamento delle offerte. A questo proposito, nel dibattito chiederà un chiarimento al Consigliere di Stato competente e si riserva di presentare eventuali proposte. Non è ammissibile che offerte di protezione come la casa per donne siano sottofinanziate. Altrettanto importante per il PS è che anche le offerte di assistenza successiva e le soluzioni di transizione per le persone vittime di violenza rientrino nel sostegno.
Stupore per il rifiuto dell’UDC
Il PS non comprende la proposta dell’UDC e di una parte del PLR, avanzata in seno alla commissione preparatoria, di respingere la legge nella votazione finale. La protezione dalla violenza è un compito centrale dello Stato. La violenza domestica e di genere è un problema onnipresente. Secondo la statistica criminale di polizia, nel 2025 in Svizzera sono stati registrati circa 22 000 reati nell’ambito della violenza domestica, tra cui 34 omicidi consumati e 59 tentati. Le vittime sono per il 70 per cento donne. Spesso ne sono colpiti anche bambini e giovani, anche nei Grigioni. Di fronte a una situazione così allarmante, restare semplicemente inattivi sarebbe per il PS un fallimento politico scandaloso e un affronto nei confronti delle persone vittime di violenza.









