René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke nacque a Praga nel 1875; i primi anni della sua vita trascorsero tra l’amore soffocante della madre, per la perdita della primogenita, e la severità del padre, che lo costrinse a scuole militari che non lasciavano spazio alla sua creatività superiore. Questo terreno fertile di introspezione contribuì a renderlo, dopo una lunga serie di viaggi e incontri artistici, uno dei massimi esponenti della letteratura di lingua tedesca.
Visitò la Russia dove conobbe Tolstoj, la colonia di artisti Worpswede, dove incontrò la sua futura moglie, Clara Westhoff, grazie alla quale conobbe Rodin; visse principalmente a Parigi, da cui partì per Brema, l’Africa e l’Italia. Fu a Trieste, ospite nel Castello di Duino, a Roma, Venezia, Napoli e Firenze che gli furono d’ispirazione per le Elegie duinesi e il Diario fiorentino. La sua scrittura si contraddistingue per una minuziosa ricerca di pulizia formale; è considerato il maestro del genere poetico Dinggedicht, in cui la descrizione sensoriale suggerisce, senza menzionarlo, qualcosa di più profondo e universalmente riconoscibile.
Tra i temi più rappresentativi vi è una religiosità personale e assolutamente distante dalla confessionalità canonica che lo spinge a cercare il Weltinnerraum, un’unità tra il mondo interiore e l’universo. La vita e la poesia, osserva Rilke ne I quaderni di Malte Laurids Brigge, necessitano di tempo, per disimparare ciò che ci accade e ritrovarlo nel tempo. Lo scoppio della guerra sconvolse anche la sua esistenza, rendendogli impossibile il ritorno a Parigi. Dopo alcuni anni trascorsi tra Monaco e Berlino si trasferì in Svizzera, dove rimase fino al sopraggiungere della sua morte, per leucemia.
Ricorre quest’anno il centenario dalla morte dell’autore di innumerevoli prose, epistolari, diari e poesie, scritti in tedesco, francese e anche in italiano, celebrati a livello internazionale. Per l’occasione è organizzato un festival, dal titolo: Io cammino e camminando mi trasformo.
Lungo i percorsi verranno realizzate installazioni utilizzando versi di Rilke o passi tratti dalle sue lettere, interventi effimeri limitati ai giorni del festival.
Per celebrare la memoria dello scrittore e rivisitarne la poetica e i luoghi che lo hanno ospitato, il programma è suddiviso in quattro momenti:
una prima parte a Soglio e dintorni, tra il 28 e il 30 agosto, una seconda a Winterthur e Berg am Irchel dal 3 al 4 ottobre, una terza a Locarno e dintorni dal 23 al 25 ottobre che costituisce anche la ventiduesima edizione del festival-pellegrinaggio La Via Lattea; si concluderà a Sierre, Raron e dintorni tra il 4 e il 6 dicembre, dove per tre settimane, nel febbraio 1922, Rilke, dopo un lungo e travagliato vagabondaggio, raggiunse l’apice della sua creatività nell’antica torre chiamata Château de Muzot.
Protagonisti saranno i testi di Rilke, ma anche quelli di autori coevi e del nostro tempo. Saranno presentate nuove creazioni – musicali, teatrali, coreografiche – concepite per il Festival Rilke.
Sarà musicata la poesia An die Musik da cinque compositori svizzeri e si potrà assistere al doppiaggio dal vivo dell’opera-film Mitsou. Per la realizzazione del programma musicale è stato creato appositamente l’Ensemble Rainer Maria Rilke.
Il progetto, promosso e sostenuto dalla Fondation Rilke, dalla Fondazione svizzera per la protezione del paesaggio (SL-FP) e dal Teatro del Tempo, sarà coordinato da Raimund Rodewald, ex capo della Fondazione svizzera per la protezione del paesaggio, insieme ai codirettori della Fondation Rilke, al direttore del Teatro del Tempo, al mediatore culturale Chasper Pult, e all’architetto Marcel Odermatt.









