Fabiano Alborghetti in Valle Bregaglia

Un piacere per Fabiano Alborghetti tornare in Bregaglia, luogo che frequenta ormai da diversi anni, dapprima per gli eventi co-organizzati da Pgi e Casa della Letteratura per la Svizzera italiana, ora per presentare “Il movimento elementare”.
Donatella Rivoir
3 min
Copertina del libro "Il movimento elementare" di Fabiano Alborghetti, con figura immersa in acqua in un'atmosfera surreale.

“Il movimento elementare” è edito da gabriele capelli editoredi Mendrisio, l'evento promosso e organizzato da Pgi Bregaglia.

La presentazione si è svolta presso il Roccolo di Villa Garbald, a Castasegna, in un incontro moderato da Andrea Fazioli. Proprio l’atmosfera raccolta e intima ha potuto guidare l’autore e il moderatore in un percorso di scoperta dell’opera che prende vita attraverso la figura che il libro indaga, il padre dell’autore, sia attraverso la vita privata quanto per mezzo degli eventi storici e sociali che hanno segnato le cronache del secondo Novecento.

Alborghetti ha letto alcuni estratti portando il pubblico all’interno di una pubblicazione che, pur utilizzando la poesia come mezzo espressivo, racconta una storia compiuta come un romanzo. Questa “gabbia” data dall’uso della poesia, è però la mia più grande liberta, afferma Alborghetti: per mezzo di un linguaggio che permette escursioni attraverso metafore, rime o assonanze, sospensioni, al lettore è data l’opportunità di inserirsi con ricordi personali. Ogni rapporto padre-figlio, ricorda infatti Alborghetti, è popolato di molteplici stati sentimentali; spesso piacevoli, non di rado composti da frizioni se non da scontri.

L’indagare la figura del padre attraverso questo intenso romanzo in versi, ha permesso all’autore di tentare di svelare cosa il proprio padre ha rappresentato: tanto è stato un uomo carente di affettività tra le mura domestiche quanto è stato una figura impegnata nel sociale avendo fondato una associazione di pronto soccorso in una Milano degli anni ’70 (tutt’ora in vita, ingrandita e attiva). Questa dicotomia tra presenza e assenza, i legami famigliari che si sfasciano (il padre vivrà una separazione dalla moglie prima; un divorzio poi) e il conseguente abbandono della grande metropoli per un ritorno in Piemonte, in Valsesia (luogo natio del padre) segnano quel “movimento elementare” di cui nel titolo.

Un ritorno all’origine, lì dove tutto è iniziato e, se le cose della vita fossero andate diversamente, punto di partenza per una vita del tutto diversa e, chissà, forse meno adombrata dai contrari oppure, come spiega l’autore, dove l’accanimento della povertà avrebbe potuto essere più lieve, permettendo all’uomo-protagonista sia di vivere gli anni del boom economico che di fare scelte diverse. Ma ogni uomo si fa largo a gomitate nella vita improvvisando giorno dopo giorno, ha voluto ricordare Alborghetti, e molto spesso la vita tende a fare ripetere gli errori o a non comprende il proprio ruolo, in questo caso l’essere un consorte, e un padre.

Una vita diversa accadrà, negli ultimi anni, quando il padre dell’autore tornerà sia a fare il volontario in una pubblica assistenza locale, quanto nel cambio di passo trovando una nuova compagna, figura centrale per la riscoperta degli affetti quanto anche matrice dell’accudimento quando la vita sarà segnata da una malattia che vedrà il padre dell’autore spegnersi.

L’incontro ha coinvolto il pubblico presente sia per la sincerità dell’autore che ha convocato memorie personali, sia per gli aspetti più tecnici riferiti al “dietro le quinte” della scrittura. A concludere l’intensa serata, un aperitivo offerto da Villa Garbald, che ha permesso un momento conviviale e di vicinanza col pubblico.

Ascolta la lettura scenica del romanzo, adattamento radiofonico di Massimiliano Zampetti, andata in onda domenica 20 settembre su RETE DUE, durante Domenica in scena.