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	<title>Commenti a: Come le pecore</title>
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	<description>Associazione La Bregaglia</description>
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		<title>Di: Silvia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 09:13:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Trovo offensivo l&#039;articolo di Gianluca Giovanoli. Offensivo nei confronti di tutte quelle persone che si preoccupano del futuro del nostro pianeta e della qualità della vita delle persone che vivono in posti meno fortunati della nostra bella Svizzera immersa nel paesaggio alpino. Non sono tutti agli ordini di qualcuno, come un gregge di pecore!

Ci sono persone che da anni, da decenni, sono convinte che si debba cambiare rotta, cambiare stile, consapevoli che non basta spegnere le lampadine inutili in casa o chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, ma si deve agire a tutti i livelli. Inoltre, ci sono persone giovani che scoprono adesso il problema e che hanno deciso di fare qualcosa, non fosse altro che una manifestazione di piazza a Berna.

In secondo luogo, vorrei osservare che le parole hanno una storia, non solo una definizione sul vocabolario. E lo sciopero è almeno dal Sessantotto che lo fanno anche gli studenti. Anche io facevo sciopero a scuola. E ricordo che gli operai dell&#039;epoca (anni Settanta) criticavano noi studenti dicendo che noi non ci rimettevamo nulla, che facevamo solo vacanza. Ma non era così: essere assente da scuola significava perdere una importante spiegazione di storia o di matematica, o saltare un esame, o mancare a un torneo di pallavolo... Non ci rimettevamo in denaro, ma in altro, per noi (o almeno per me) molto importante.
Eravamo giovani e avevamo alti obiettivi. Qualcosa è stato raggiunto, molto no, ma abbiamo detto la nostra, come fanno anche i giovani di adesso. È importante, per noi che giovani non siamo più, saperli ascoltare non per sentirci in colpa per quanto abbiamo fatto o non abbiamo fatto, ma per ripartire insieme dal presente!

Infine, un terzo punto: io sono orgogliosa che la mia chiesa abbia preso parte all&#039;evento del 28 settembre, se non altro suonando le campane. È dagli anni Ottanta che nelle chiese si riflette sul tema della protezione dell&#039;ambiente. Anche nel Consiglio ecumenico delle chiese (CEC/WCC) esiste una commissione su «giustizia, pace e salvaguardia del creato». Il concetto teologico che soggiace a questo impegno è che il mondo è creazione di Dio, affidato agli esseri umani affinché lo governino e lo custodiscano. Non è questione di fare politica (tema di perpetua discussione), ma di essere creature che si assumono la responsabilità del compito che è stato loro assegnato.

I problemi ambientali sono tanti e molto complessi. Non dobbiamo metterci uno contro l&#039;altro: siamo tutti sulla stessa Terra.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo offensivo l&#8217;articolo di Gianluca Giovanoli. Offensivo nei confronti di tutte quelle persone che si preoccupano del futuro del nostro pianeta e della qualità della vita delle persone che vivono in posti meno fortunati della nostra bella Svizzera immersa nel paesaggio alpino. Non sono tutti agli ordini di qualcuno, come un gregge di pecore!</p>
<p>Ci sono persone che da anni, da decenni, sono convinte che si debba cambiare rotta, cambiare stile, consapevoli che non basta spegnere le lampadine inutili in casa o chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, ma si deve agire a tutti i livelli. Inoltre, ci sono persone giovani che scoprono adesso il problema e che hanno deciso di fare qualcosa, non fosse altro che una manifestazione di piazza a Berna.</p>
<p>In secondo luogo, vorrei osservare che le parole hanno una storia, non solo una definizione sul vocabolario. E lo sciopero è almeno dal Sessantotto che lo fanno anche gli studenti. Anche io facevo sciopero a scuola. E ricordo che gli operai dell&#8217;epoca (anni Settanta) criticavano noi studenti dicendo che noi non ci rimettevamo nulla, che facevamo solo vacanza. Ma non era così: essere assente da scuola significava perdere una importante spiegazione di storia o di matematica, o saltare un esame, o mancare a un torneo di pallavolo&#8230; Non ci rimettevamo in denaro, ma in altro, per noi (o almeno per me) molto importante.<br />
Eravamo giovani e avevamo alti obiettivi. Qualcosa è stato raggiunto, molto no, ma abbiamo detto la nostra, come fanno anche i giovani di adesso. È importante, per noi che giovani non siamo più, saperli ascoltare non per sentirci in colpa per quanto abbiamo fatto o non abbiamo fatto, ma per ripartire insieme dal presente!</p>
<p>Infine, un terzo punto: io sono orgogliosa che la mia chiesa abbia preso parte all&#8217;evento del 28 settembre, se non altro suonando le campane. È dagli anni Ottanta che nelle chiese si riflette sul tema della protezione dell&#8217;ambiente. Anche nel Consiglio ecumenico delle chiese (CEC/WCC) esiste una commissione su «giustizia, pace e salvaguardia del creato». Il concetto teologico che soggiace a questo impegno è che il mondo è creazione di Dio, affidato agli esseri umani affinché lo governino e lo custodiscano. Non è questione di fare politica (tema di perpetua discussione), ma di essere creature che si assumono la responsabilità del compito che è stato loro assegnato.</p>
<p>I problemi ambientali sono tanti e molto complessi. Non dobbiamo metterci uno contro l&#8217;altro: siamo tutti sulla stessa Terra.</p>
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		<title>Di: Marcello Widmer</title>
		<link>https://archivio.labregaglia.ch/?p=103297#comment-29379</link>
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Widmer]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 20:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grande caro
Purtroppo nel frattempo ci troviamo nella galleria degli orrori, nun c&#039; sta nient&#039; a fa&#039;.
La vita moderna sembra distruggere i cervelli.
Sarà la pecora pazza?
Marcello Widmer]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande caro<br />
Purtroppo nel frattempo ci troviamo nella galleria degli orrori, nun c&#8217; sta nient&#8217; a fa&#8217;.<br />
La vita moderna sembra distruggere i cervelli.<br />
Sarà la pecora pazza?<br />
Marcello Widmer</p>
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