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	<title>La Bregaglia &#187; Recensioni</title>
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	<description>Associazione La Bregaglia</description>
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		<title>Donne d’oltre frontiera</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 23:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=110774"></a>Pubblicato un nuovo studio dell&#8217;Istituto per la ricerca sulla cultura grigione.</strong> La storica brusiese Francesca Nussio ha lavorato sul tema della migrazione di donne tra la Lombardia e il Grigioni nel secondo dopoguerra.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-110774"></span></p>
<p>La storica Francesca Nussio presenta&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=110774"><img class="alignleft size-full wp-image-110808" title="Copertina" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2020/11/Copertina.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Pubblicato un nuovo studio dell&#8217;Istituto per la ricerca sulla cultura grigione.</strong> La storica brusiese Francesca Nussio ha lavorato sul tema della migrazione di donne tra la Lombardia e il Grigioni nel secondo dopoguerra.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-110774"></span></p>
<p>La storica Francesca Nussio presenta la sua pluriennale ricerca dedicata alle donne di origine italiana giunte per lavoro nelle valli meridionali dei Grigioni nel secondo dopoguerra. Il libro contiene una ventina di interviste. Lo comunica l&#8217;Istituto per la ricerca sulla cultura grigione che ha promosso lo studio di Francesca Nussio dal titolo <em>Donne d</em><em>&#8216;</em><em>oltre frontiera. Storie di migrazione tra Lombardia e Grigioni nel secondo dopoguerra</em>.</p>
<p>Le donne intervistate dalla ricercatrice originaria di Brusio sono circa una ventina e sono nate tra il 1925 e il 1946. Si trattava di giovani donne nubili che nel dopoguerra si erano recate per lavoro nelle valli di confine Valposchiavo e Bregaglia o in altre località dei Grigioni e della Svizzera. Sono infatti numerose le donne di origine italiana che giungevano nei Grigioni per lavorare come domestiche, cameriere o aiutanti agricole, per poi entrate a far parte delle comunità locali attraverso il matrimonio.</p>
<p>Il comunicato dell&#8217;Istituto per la ricerca sulla cultura grigione sottolinea che sono &#8220;storie lontane dai riflettori, vite spese tra lavoro salariato e lavoro di cura non retribuito&#8221;. L&#8217;autrice inserisce le vicende di queste donne in un &#8220;contesto più ampio della storia dell&#8217;immigrazione italiana in Svizzera e della storia delle donne&#8221;.</p>
<p>Il volume, pubblicato dalla casa editrice romana Viella, specializzata in saggistica, può essere ordinato online presso il distributore grigione <a href="www.desertina.ch/shop" target="_blank">Desertina</a>, oppure nelle librerie o anche alla Biblio.ludo.teca di Poschiavo. 537 pagine, prezzo 42 CHF.</p>
<p><strong>Una storia: Cesira Gini<br class="spacer_" /></strong></p>
<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2020/11/Gini-Innerferrera_1957.jpg"><img title="Gini-Innerferrera_1957" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2020/11/Gini-Innerferrera_1957-510x357.jpg" alt="" width="510" height="357" /></a></p>
<p>Cesira Gini è la donna più alta del gruppo che con una mano aiuta a tenere il pentolone. Si trova assieme alla responsabile della cucina (una donna di origine bresciana, al centro) e ad altre due donne italiane impiegate nelle mense di cantiere in Svizzera. Posano in compagnia di un gruppo di operai valtellinesi, davanti a una baracca di cantiere nei pressi di Innerferrera, nel 1957. Gli operai si trovavano a Innerferrera per costruire la strada d’accesso alla Valle di Lei, strada che avrebbe permesso di dare avvio alla costruzione dell’omonima diga.<br class="spacer_" />(La fotografia proviene dall&#8217;archivio privato della famiglia Rogantini-Gini, Villa di Chiavenna)</p>
<p>Cesira Gini, classe 1929, è nata e cresciuta a Villa di Chiavenna. Ha iniziato a lavorare oltre confine all’età di 17 anni, dapprima come frontaliera nella Bregaglia svizzera (nei comuni di Castasegna, Bondo e Soglio), impiegata a giornata da vari datori di lavoro, sia come aiutante agricola presso famiglie contadine, sia come lavandaia o addetta alle pulizie presso privati e in alberghi. A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, già sposata e madre, ha lavorato per diverse stagioni come aiuto cuoca e cuoca nelle mense di cantiere, in varie località del Grigioni e del Ticino. Suo marito, un suo compaesano, lavorava negli stessi cantieri come operaio. Pur trascorrendo dei periodi in Svizzera, i due non hanno mai lasciato davvero Villa di Chiavenna, dove – con i soldi guadagnati oltreconfine – hanno acquistato una casa e dove sono cresciuti i loro figli.</p>
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		<title>Al me Mungac</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 04:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=98676"></a>Un simpatico fumetto o, meglio detto, una lettera disegnata. </strong>Sette anni dopo l’escursione “nella montagna-monte-collina-bosco” sopra Bondo e Promontogno, sono stati pubblicati i ricordi di Bruno Ritter e Gian Andrea Walther.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-98676"></span></p>
<p lang="it-IT">
</p><p lang="it-IT">L’opera dei due amici&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=98676"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-98683" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2019/02/Schermata-da-2019-02-10-174857-100x100.png" alt="" width="100" height="100" /></a>Un simpatico fumetto o, meglio detto, una lettera disegnata. </strong>Sette anni dopo l’escursione “nella montagna-monte-collina-bosco” sopra Bondo e Promontogno, sono stati pubblicati i ricordi di Bruno Ritter e Gian Andrea Walther.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-98676"></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">L’opera dei due amici bregagliotti è stata presentata per la prima volta sabato 9 febbraio 2019 alle ore 20:00 nella Ciäsa Granda di Stampa. La sala era gremita. La collaboratrice regionale Pgi Silvia Montemurro, al suo fianco Gian Andrea Walther e Bruno Ritter sedevano al grande tavolo rettangolare. Una breve proiezione accompagnata da una melodia, suonata da un benjo, lo strumento di Bruno Ritter, ha dato al pubblico un assaggio dell’avventura dei due protagonisti. Gli spettatori più attenti hanno forse già riconosciuto un terzo personaggio disegnato e proiettato: Arturo Giovanoli.</p>
<p>Bruno Ritter inizia quindi un divertente dibattito a botta e risposta con Gian Andrea Walther su questo giro “nel” Mungac. Silvia Montemurro pone interessanti domande e sollecita i due ospiti a svelare qualche segreto o aneddoto, come ad esempio il fatto che l’ultima volta Gian Andrea Walther sul Mungac c’era salito più di trent’anni prima!</p>
<div style="width: 520px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2019/02/Ritter_Walther.jpg"><img title="Ritter_Walther" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2019/02/Ritter_Walther-510x360.jpg" alt="" width="510" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Da destra: Bruno Ritter, Gian Andrea Walther e Silvia Montemurro</p></div>
<p>Si toccano pure temi personali come il fatto che l’indigeno Gian Andrea Walther abbia riscoperto la montagna grazie allo svizzero-tedesco Bruno Ritter. A sua volta Bruno Ritter confessa di non essere un montanaro e afferma che “Maloja è già troppo!”. Egli conferma pure di aver vissuto centinaia di versioni e trasformazioni, come l’invecchiamento, del suo amico Gian Andrea Walther, partendo dal 1975.</p>
<p>I due amici di vecchia data decidono quindi di pubblicare questa “storia assurda” sotto forma di lettera a immagini. Bruno Ritter spiega che con questa tecnica è possibile trasformare una semplice storia in una grande avventura: “Disegnando a mano libera si possono per esempio raffigurare più muscoli nei personaggi o esagerare con disinvolta ironia”. Gian Andrea Walther trasmette al pubblico durante tutta la serata la sua grande ammirazione per Bruno Ritter. Le qualità di grande disegnatore di Bruno Ritter lo hanno sempre impressionato.</p>
<p>Alla presentazione di quest’inno all’amicizia intitolato <em>Al me Mungac</em> (ISBN 978-3-033-07035-6) era pure presente la traduttrice Ines Gartmann, poiché nel volume, dopo la storia disegnata in italiano c’è pure la versione completa in tedesco.</p>
<p>In seguito alle domande del pubblico, la presidente della Società Culturale di Bregaglia sezione Pgi Bruna Ruinelli ne approfitta per ringraziare e fare gli auguri a Ivana Semadeni Walther e a Gian Andrea Walther per il premio di riconoscimento per la cultura appena insignitogli dal Cantone dei Grigioni (vedi <a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=98595" target="_blank">comunicato</a>).</p>
<p>La serata è terminata con la vendita esclusiva del volume e con la possibilità di brindare al Val d’Arca con i due “attempati signori” che andarono “nel” Mungac.</p>
<p>Davide Fogliada</p>
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		<title>Nuovo libro di Bruno Ritter</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 23:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=98572"></a>Il fumetto, a edizione limitata di 500 copie, sarà disponibile il giorno della presentazione alla Ciäsa Granda.</strong> Insieme a lui, sul nuovo libro illustrato, intitolato <em>Al me Mungac</em>, dialogherà Gian Andrea Walther.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-98572"></span></p>
<p>Il nuovo lavoro di Bruno Ritter&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=98572"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-98579" title="BrunoRitter" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2019/02/BrunoRitter-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Il fumetto, a edizione limitata di 500 copie, sarà disponibile il giorno della presentazione alla Ciäsa Granda.</strong> Insieme a lui, sul nuovo libro illustrato, intitolato <em>Al me Mungac</em>, dialogherà Gian Andrea Walther.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-98572"></span></p>
<p>Il nuovo lavoro di Bruno Ritter <em>Al me Mungac</em> sarà presentato alla Ciäsa Granda sabato 9 febbraio, alle ore 20. A dialogare con il noto pittore ci sarà Gian Andrea Walther, compagno dell’avventura raccontata nel nuovo fumetto..<br />
Il volume è una riflessione sotto forma di immagini di un viaggio che come dice lo stesso Bruno Ritter è stato compiuto da “due ultrasessantenni, che un po’ si sopravvalutano”. Il fumetto è composto da circa 52 pagine, in un‘edizione di 500 esemplari, formato A4. I testi sono manoscritti e in calce all’opuscolo è stata riportata la traduzione.<br />
Il progetto è stato preso in considerazione poco dopo la gita, iniziato nel 2017 e realizzato nel 2018.<br />
Ecco come lo descrive, in sintesi, il pittore:<br />
“Nella mia pittura il Mungac appare sempre di nuovo. Era la montagna che doveva essere &#8216;superata&#8217; durante il mio viaggio quotidiano. Salendo da Castasegna sembra uno scuro panettone peloso, scendendo verso Chiavenna invece un posto quasi idilliaco, con la rocca di Nossa Dona che divide la valle in Sottoporta e Sopraporta.<br />
Gian Walther da anni annunciava: “Ti condurrò nel Mungac”&#8230; e ora era giunto il momento. L’amicizia di lunga data con l’indigeno e le rassicuranti storie della sua giovinezza mi trasmisero fiducia, così che mi convinsi a intraprendere la gita. Da parte mia si trattava di una decisione avventurosa, tuttavia le mie qualità fisiche mi hanno solleticato e ho creduto in me stesso, visto che l’amico era più vecchio e più grosso”.</p>
<p><strong>Gian Andrea Walther</strong> è nato nel 1945 a Stampa. Dopo la formazione quale insegnante di scuola elementare a Coira, nel 1969 concluse a Zurigo lo studio d’insegnante di scuola secondaria. Ha esercitato tale professione per 40 anni, sempre in Bregaglia. Durante 30 anni è stato attivo nella Società culturale di Bregaglia. Da dieci anni con sua moglie cura il Palazzo Castelmur ed è responsabile dell&#8217;Archivio storico della Bregaglia.</p>
<p><strong>Bruno Ritter</strong> è nato nel 1951 a Cham nel cantone Zugo in Svizzera. Vive a Maloja e lavora nel suo atelier di Chiavenna. Dopo il conseguimento del diploma della scuola d’arte di Zurigo, dal 1975 al 1982 è insegnante d’arte in diverse scuole superiori del canton Zurigo. Nel 1982 si trasferisce a Canete, frazione di Villa di Chiavenna. Nell’isolamento del piccolo villaggio, si inaugura per l&#8217;artista un percorso di intenso lavoro.</p>
<p><a href="https://pgi.ch/index.php/centri-regionali/bregaglia/pgi-bregaglia/1972-presentaione-del-nuovo-lbro-di-bruno-ritter" target="_blank">pgi.ch</a></p>
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		<title>Maloja ispira un giallo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 23:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Bregaglia si conferma terra di ispirazione artistica.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!-- P { margin-bottom: 0.21cm; } --><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=79948"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-79951" title="VivianSalatino" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2016/11/VivianSalatino-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>La Bregaglia si conferma terra di ispirazione artistica.</strong> Questa volta si tratta di letteratura, e il libro che ne è scaturito è stato presentato sabato scorso a Stampa.<br class="spacer_" /><br />
<span id="more-79948"></span>Il breve romanzo dell&#8217;esordiente Francesca Vivian Salatino, <em>Misteriosi delitti a Maloja</em>,<em> </em>è ambientato in cima alla valle, fra il passo del Maloja e il primo dei laghi engadinesi. La posizione è frutto di una precisa scelta della scrittrice, rimasta colpita dal paesaggio boscoso della Bregaglia. «Già immaginavo le scene della mia storia – ha raccontato Francesca Vivian Salatino durante la presentazione del suo libro a Stampa – nel Parco Nazionale Svizzero, che raggiungevo, con la mia famiglia, per altra strada. Ma quella volta che siamo passati dalla Bregaglia, ne sono rimasta catturata».</p>
<p>La signora Vivian Salatino, che lavora al Museo dei fossili del Monte San Giorgio a Meride, ha cominciato a visitare e ad osservare con attenzione i luoghi in cui aveva deciso di ambientare il suo romanzo. È salita alla Torre Belvedere, ha visto quello che sarebbe dovuto diventare il castello del Conte di Renesse, ha camminato fra le marmitte dei giganti, ha scelto uno degli alberghi, guardandolo anche solo dall&#8217;esterno, per farne il luogo dei principali avvenimenti.</p>
<p>I nomi dei suoi personaggi, per essere realistici nel contesto geografico, li ha pescati direttamente dall&#8217;elenco telefonico. Così il lettore si imbatte nei due protagonisti, entrambi provenienti da Bivio, il poliziotto Reto Gritsch e la scrittrice Mafalda Giovanoli. A sentire la descrizione di questa interessante signora, sbucata dalla fantasia dell&#8217;autrice, fra il pubblico è serpeggiato un eloquente brusìo!</p>
<p>Fra le caratteristiche di questo personaggio, vi è infatti anche la strenua difesa della lingua italiana e la lotta contro gli anglicismi. Un espediente di Francesca Vivian Salatino per condurre la sua propria battaglia. «Perché <em>week-end</em> – ha esclamato in uno dei suoi appassionati interventi – e non fine settimana? <em>Fashion</em> e non moda? <em>Drink</em> e non bibita?». Nel suo libro compare quindi anche un cartello scritto in un inglese impossibile, che sarebbe incomprensibile anche a un madrelingua.</p>
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<p>Da questi pochi dettagli qui riportati, si evince che lo stile di questa signora di origine veneta, sposata a un ticinese, con due bambini, appassionata di commedie dialettali, che va a vedere <em>La Palmira</em> al cinema, non è cupo né spaventoso, malgrado il genere giallo. È invece ricco di umorismo, e conduce inevitabilmente al lieto fine.</p>
<p>Pubblicato dalla casa editrice Ulivo di Balerna nella collana di narrativa «Sorriso del gatto» dedicata agli esordienti, il libro è stato presentato nei locali della mensa della scuola di Stampa nell&#8217;ambito delle serate di lettura organizzate dalle tre biblioteche di valle. L&#8217;autrice è stata intervistata da Martina Giovannini, della Fondazione Giovanoli di Maloggia, in un clima di semplice cordialità, che ha avuto un seguito anche durante il rinfresco, procurato, per sua precisa volontà, dalla scrittrice stessa. Il volume si trova ora nelle biblioteche, a disposizione degli utenti. In copertina è riprodotto il quadro di Giovanni Giacometti <em>Vista sul Lago di Sils</em>, un olio su tela del 1925.</p>
<p><!-- P { margin-bottom: 0.21cm; } -->Francesca Vivian Salatino<br class="spacer_" /><em>Misteriosi delitti a Maloja</em><br class="spacer_" />Edizioni Ulivo, Balerna, 2016<br class="spacer_" />108 pagine, fr. 20.00</p>
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		<title>Nuovo romanzo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 12:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"><span style="color: #425863;"><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=73716"></a>//tratto da Il Grigione Italiano\\</span></span><br class="spacer_" /><strong>&#8220;Cercami nel vento&#8221; è l&#8217;ultimo lavoro di Silvia Montemurro.</strong> Uscito il 16 gennaio scorso, è già stato ristampato.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-73716"></span></p>
<p>Legata alla Bregaglia da diversi fili, la chiavennasca Silvia Montemurro vi ha presentato, un anno e&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"><span style="color: #425863;"><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=73716"><img class="alignleft size-full wp-image-59570" title="Silvia Montemurro" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2014/10/Silvia_Montemurro.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>//tratto da Il Grigione Italiano\\</span></span><br class="spacer_" /><strong>&#8220;Cercami nel vento&#8221; è l&#8217;ultimo lavoro di Silvia Montemurro.</strong> Uscito il 16 gennaio scorso, è già stato ristampato.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-73716"></span></p>
<p>Legata alla Bregaglia da diversi fili, la chiavennasca Silvia Montemurro vi ha presentato, un anno e mezzo fa alla Conferenza magistrale, il suo primo libro, <em>L&#8217;inferno avrà i tuoi occhi</em>. Da allora ad oggi ha passato nove mesi in Australia e, visto che c&#8217;era, ha rimesso mano a un lavoro scritto all&#8217;età di 18 anni. In un paio di mesi l&#8217;ha completamente riscritto e ora sta girando l&#8217;Italia a presentare questo suo nuovo romanzo, <em>Cercami nel vento</em>. Uscito il 16 gennaio u.s., dopo sole tre settimane il libro è stato ristampato.</p>
<p>«In Australia lavoravo quale insegnante di italiano – racconta Silvia Montemurro – e mi è venuto il desiderio di riprendere in mano quella storia. In due mesi ho riscritto il romanzo e l&#8217;ho inviato a un&#8217;agente di Roma. Questa l&#8217;ha proposto alla casa editrice Sperling &amp; Kupfer, che ha dato la risposta positiva in appena 24 ore, chiedendo l&#8217;esclusiva. Così in fretta&#8230; chi se l&#8217;aspettava!».</p>
<p>Ben in mostra nelle vetrine di Chiavenna, il libro è diffuso in tutta Italia ed è stato notato anche in una libreria di Lugano. L&#8217;autrice stessa è impegnata nelle presentazioni pubbliche: «Sono già stata, oltre che in diversi posti qui in Valchiavenna, a Sondrio, presso la Mondadori, a Teramo, Ancona, Piacenza&#8230; A Milano è stato speciale, nel bellissimo teatro Franco Parenti, con i ragazzi di B.LIVE e con il vicedirettore del Corriere della Sera».</p>
<p>B.LIVE è un progetto di sostegno ai ragazzi e agli adolescenti con malattie croniche, ai quali vengono offerti percorsi e attività creative. Silvia Montemurro è entrata in contatto con loro perché la malattia è un tema del romanzo. «Li ho cercati prima via Facebook, poi sono andata a trovarli a Milano. Volevo conoscere meglio queste situazioni, per il mio romanzo, e dall&#8217;incontro con loro è nato un corso di scrittura creativa in ospedale».</p>
<p>E a proposito di scrittura creativa, anche il Liceo di Zuoz la ospiterà, con l&#8217;insegnante di italiano Susanne Tognina, per un corso in due lezioni.</p>
<p>Il romanzo, sostiene l&#8217;autrice, è adatto a lettori e lettrici dai 14 anni in su. L&#8217;idea della storia nasce da un&#8217;esperienza personale, di una parente alla quale lei era affezionata, che si ammalò e poi guarì, ma soprattutto combatté con energia. «Nel mio libro c&#8217;è un messaggio di coraggio, forza di volontà e speranza». Senza svelare il finale, l&#8217;autrice afferma: «Il romanzo magari commuove, ma non fa star male». E il riscontro ricevuto dalle lettrici e dai lettori, sia attraverso la sua pagina di <em>social</em> sia personalmente nel corso delle presentazioni al pubblico, lo conferma.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Silvia Montemurro<br class="spacer_" /><em>Cercami nel vento</em><br class="spacer_" />Sperling &amp; Kupfer, 2016<br class="spacer_" />372 pagine, 16.90 €</p>
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		<title>Cittadino del mondo e di Stampa</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 23:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giacometti 2016]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=72027"></a>Omaggio ad Alberto Giacometti a 50 anni dalla sua morte.</strong> Un libro riccamente illustrato mostra i suoi ultimi soggiorni a Stampa.<br class="spacer_" /><br />
<span id="more-72027"></span>Una ricostruzione fotografica degli ultimi anni di Alberto Giacometti a Stampa. Questo è il volume appena&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=72027"><img class="alignleft size-full wp-image-72057" title="AlbertoGiacometti" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2016/01/GiacomettiLibro.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Omaggio ad Alberto Giacometti a 50 anni dalla sua morte.</strong> Un libro riccamente illustrato mostra i suoi ultimi soggiorni a Stampa.<br class="spacer_" /><br />
<span id="more-72027"></span>Una ricostruzione fotografica degli ultimi anni di Alberto Giacometti a Stampa. Questo è il volume appena pubblicato dalla Salm Verlag, per il cui titolo è stata scelta una frase dell&#8217;artista stesso: &#8220;Non capisco né la vita né la morte&#8221;. Le fotografie ritraggono Alberto Giacometti nei campi, per strada, a casa, nell&#8217;atelier; con amici, con la moglie, con la madre, da solo; in conversazione, in contemplazione, al lavoro.</p>
<p>Le fotografie, tutte stampate in bianco e nero, sono state scattate da diverse persone, fra cui professionisti quali Ernst Scheidegger, Alfredo Loprieno e Paola Salvioni Martini. Nelle ultime pagine del libro, sono impresse le immagini del funerale di Alberto Giacometti, che fu sepolto nel cimitero di Borgonovo il 15 gennaio 1966.</p>
<p>Il volume è di grandissimo formato, A3 (29&#215;42 cm) e qualche fotografia occupa addirittura due pagine: si tratta quindi di immagini grandi, completate da didascalie precise. In 56 pagine sono contenute 44 fotografie e alcuni brevi testi, scritti da Marco Giacometti e Claudia Demel, tradotti in tre lingue: italiano, tedesco e inglese.</p>
<p>La pubblicazione è stata curata dalla Fondazione Centro Giacometti, che ha così sottolineato, in modo visibile e duraturo, la ricorrenza della morte dell&#8217;artista bregagliotto, avvenuta l&#8217;11 gennaio 1966.</p>
<p>Per ordinazioni dalla Svizzera e dall&#8217;estero, consultare la <a href="https://centrogiacometti.ch/it/attualita/604-foto-doku" target="_blank">pagina del sito del Centro Giacometti</a>.</p>
<p><img title="LibroGiacometti" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2016/01/LibroGiacometti.jpg" alt="" width="160" height="191" /></p>
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		<title>Una gatta a palazzo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 23:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una fiaba per bambini che parla di Piuro e di John Florio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=70737"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-70738" title="Gatta" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2015/11/GattaLorenzaMiniatura-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><strong>Una fiaba per bambini che parla di Piuro e di John Florio.</strong> Scritta da Ilaria Colombo, la libraia di piazza Pestalozzi a Chiavenna.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-70737"></span></p>
<p>Finora  l&#8217;animale più noto di palazzo Vertemate è stato il cane di marmo che si  trova all&#8217;ingresso della dimora nobiliare di Piuro. Da oggi c&#8217;è anche  una gatta. È la protagonista di <em>Gatta Lorenza e i fantasmi di palazzo  Vertemate</em>, la fiaba scritta e illustrata da Ilaria Colombo.</p>
<p>L&#8217;autrice,  nata a Milano nel 1975 e residente in riva alla Mera da alcuni anni, si è  fatta conoscere e apprezzare con <em>L&#8217;orso di Villa</em> e altre fiabe  ambientate in Valchiavenna. Ora propone un nuovo lavoro dedicato sia ai  bambini, sia agli adulti.</p>
<p>Lorenza abita nella grandiosa villa di palazzo  Vertemate Franchi, dove vive ogni giorno la normale esistenza della  mascotte del museo, mentre di notte si intrattiene con i fantasmi che  animano il palazzo, risolvendo misteri e rivelando doti di vera  investigatrice.</p>
<p>«La storia di gatta Lorenza è una fiaba che si articola  su diversi piani di complessità: i bambini si divertiranno con la cuoca  Margarita che tira i laveggi giù per le scale, o leggendo del cane  Molosso che di notte si anima e insegue la protagonista – racconta  l&#8217;autrice -. I ragazzi più grandi potranno gustare i riferimenti alla  letteratura e all&#8217;architettura di palazzo Vertemate. Infine gli adulti  entreranno in contatto con la scuola di pensiero che attribuisce a <a href="https://florio-soglio.ch/it/john" target="_blank">John  Florio</a> &#8211; intellettuale che trascorse la giovinezza in Val Bregaglia &#8211;  gran parte della produzione shakespeariana».</p>
<div id="attachment_70739" style="width: 520px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-70739 " src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2015/11/GattaLorenza.jpg" alt="" width="510" height="680" /><p class="wp-caption-text">Ilaria Colombo con in mano il suo nuovo libro, davanti al negozio di piazza Pestalozzi a Chiavenna</p></div>
<p>Una fiaba per tutti e per  nessuno, dunque, giocosa, intrigante e inaspettata. Il libro può essere  acquistato nella libreria di piazza Pestalozzi, gestita dall&#8217;autrice  insieme al marito Raffaello Torrisi e specializzata nella vendita di  testi antichi, e in altre cartolerie della Valchiavenna.</p>
<p>Per ulteriori  informazioni si può consultare il sito <a href="https://www.ilariacolombo.it" target="_blank">www.ilariacolombo.it</a>.</p>
<p>Stefano Barbusca</p>
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		<title>Costruirono la Bregaglia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 11:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Novità libraria.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href=" https://archivio.labregaglia.ch/?p=62429"><img class="alignleft size-full wp-image-62430" title="Libro" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2015/01/Libro.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Novità libraria.</strong> È appena uscito un libro di 304 pagine con 768 illustrazioni a colori e in bianco e nero, che l’autore Diego Giovanoli definisce una Biografia architettonica della Bregaglia svizzera.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-62429"></span><br />
<br class="spacer_" /><br class="spacer_" />L’intinerario architettonico descritto da Diego Giovanoli documenta  villaggi, case e alpi, ovvero il patrimonio costituito dagli edifici  storici nella Bregaglia svizzera.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" />Il libro  tratta tutti i villaggi piccoli e grandi da Isola a  Castasegna, anzi fino ai crotti di Guaita oltre il confine, descrive le  costruzioni dall’alpe al paese alla selva e dedica una scheda  particolareggiata agli edifici importanti. Fra di essi figurano edifici  di culto, case contadine e sedi signorili, dimore dei commercianti e  palazzine di migranti tornati in valle.</p>
<p>Il titolo <em>Costruirono la Bregaglia</em> fa da cappello all’identità del costruito dei cinque comuni bregagliotti di un tempo e ospita  il commento illustrato dell’inventario particolareggiato delle case promosso dal Servizio monumenti di Coira, le cui numerossime schede, non pubblicate, sono redatte a parte. Il capitolo su Castasegna propone in italiano parte del volumetto redatto da Peter Zumthor e uscito in lingua tedesca nel 1981. <br class="spacer_" /><br class="spacer_" />Il volume è in vendita nei negozi della valle e presso il distributore  locale Peter Schraner-Walther, telefono 081 822 13 22 a Coltura per il  prezzo di 48.00 franchi.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><img class="alignleft size-full wp-image-62431" title="Copertina" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2015/01/copertina.jpg" alt="" width="510" height="340" /></p>
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		<title>Un libro ancora attuale</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 22:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=59569"></a><strong>Presentato martedì scorso alla Conferenza Magistrale il romanzo di Silvia Montemurro, ispirato a un caso di omicidio.</strong> L&#8217;incontro con la scrittrice è stato moderato dalla nostra redattrice Silvia Rutigliano.<br class="spacer_" /><br />
<span id="more-59569"></span>Gli e le insegnanti hanno apprezzato l&#8217;incontro con&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=59569"><img class="alignleft size-full wp-image-59570" title="Silvia Montemurro" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2014/10/Silvia_Montemurro.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><strong>Presentato martedì scorso alla Conferenza Magistrale il romanzo di Silvia Montemurro, ispirato a un caso di omicidio.</strong> L&#8217;incontro con la scrittrice è stato moderato dalla nostra redattrice Silvia Rutigliano.<br class="spacer_" /><br />
<span id="more-59569"></span>Gli e le insegnanti hanno apprezzato l&#8217;incontro con la scrittrice Silvia Montemurro, che, rispondendo alle domande della moderatrice Silvia Rutigliano, ha raccontato l&#8217;origine del suo primo romanzo <em>L&#8217;inferno avrà i tuoi occhi</em>. Il volume, che è stato venduto a fine dibattito e può ancora essere acquistato presso il Centro puntoBregaglia a Vicosoprano, narra, in maniera romanzata, il caso di omicidio avvenuto a Chiavenna nel 2000 e che ha ispirato anche la tesi di laurea della Montemurro.</p>
<p>Numerose le domande anche da parte degli e delle insegnanti, che hanno mostrato un vivo interesse sia per il romanzo sia per lo stile di scrittura sia per il fatto reale sia per gli spunti di interpretazione, con il desiderio di capire e di prevenire fatti così gravi dell&#8217;età adolescenziale.</p>
<p><img title="Silvia" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2014/10/Silvia.jpg" alt="" width="510" height="340" /></p>
<p><strong>Breve biografia</strong><br class="spacer_" />Silvia Montemurro è nata a Chiavenna nel 1987. Ha dunque 27 anni. È laureata in scienze giuridiche e ha scritto una tesi in criminologia analizzando un caso di omicidio: l&#8217;assassinio di suor Maria Laura Mainetti, avvenuto a Chiavenna nel 2000. Dopo 13 anni è uscito il romanzo.<br class="spacer_" />Silvia ha seguito anche un corso di perfezionamento per sceneggiatori, è insegnante di italiano per stranieri, ha svolto una lunga supplenza quale maestra nella scuola primaria di Poschiavo. Sempre a Poschiavo, ma anche a Roveredo e anche nella vicina Italia ha lavorato quale regista teatrale nelle scuole secondarie.<br class="spacer_" />Oltre al romanzo <em>L&#8217;inferno avrà i tuoi occhi</em>, ha scritto testi teatrali e racconti, di cui uno ambientato a St. Moritz, nella raccolta <em>Natale in giallo</em>.<br class="spacer_" />Attualmente collabora in modo continuativo con il settimanale <em>Confidenze</em>, ed è in previsione l&#8217;uscita di un nuovo romanzo, d&#8217;amore.</p>
<p>Nei mesi di ottobre e novembre terrà un <a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=31349" target="_blank">laboratorio di scrittura</a> a Vicosoprano, dal titolo &#8220;Noi e la montagna&#8221;.</p>
<p>Leggi anche la <a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=42539" target="_blank">recensione</a> del suo romanzo.<br class="spacer_" /></p>
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		<title>11 alberi per 11 racconti</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 22:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=57906"></a>&#8220;Storie di legno e di foglie&#8221; è un libro per bambini vincitore di un premio, da poco pubblicato.</strong> Ne è autrice la nostra collaboratrice Rita Cerletti.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-57906"></span></p>
<p>Al 6° Concorso nazionale di narrativa, Rita Cerletti ha presentato una serie&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=57906"><img class="alignleft size-full wp-image-57909" title="Albero" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2014/07/Albero1.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>&#8220;Storie di legno e di foglie&#8221; è un libro per bambini vincitore di un premio, da poco pubblicato.</strong> Ne è autrice la nostra collaboratrice Rita Cerletti.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-57906"></span></p>
<p>Al 6° Concorso nazionale di narrativa, Rita Cerletti ha presentato una serie di racconti, legati ciascuno a un albero. E con questi ha vinto il &#8220;Premio Alfonso Vecchio&#8221;, e i suoi racconti sono stati pubblicati dalle Edizioni Didattiche Gulliver.</p>
<p>Il concorso, che ha dato vita alla collana &#8220;Le storie di Nonno Fofò&#8221;, è nato nel 2007 per ricordare Alfonso Vecchio. Il figlio, fondatore  delle Edizioni Didattiche Gulliver, ha intitolato a lui il premio,  &#8220;regalandogli l&#8217;emozione di essere il nonno di tutti&#8221;.</p>
<p>Vincere il concorso implica la pubblicazione. Ecco quindi un volumetto illustrato, costituito di undici capitoli, in coda a ciascuno dei quali ci sono dei giochi di genere enigmistico. (Nella motivazione dell&#8217;assegnazione del premio si legge che i capitoli sono nove: un piccolo errore. Comprate il libro e verificherete di persona che i racconti sono undici).</p>
<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2014/07/PremioAlfonsoVecchio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-57910" title="PremioAlfonsoVecchio" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2014/07/PremioAlfonsoVecchio.jpg" alt="" width="540" height="760" /></a>Per sapere di più su Rita Cerletti, leggi <a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=57703" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Da casa mia a casa mia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Dec 2013 23:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Fiori come note / sulla scala della vecchia cascina / intonano un'allegra melodia / al forestiero che passa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=51007"><img class="alignleft size-full wp-image-51014" title="Da casa mia a casa mia" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2013/12/Da-casa-mia-a-casa-mia.jpg" alt="" width="210" height="70" /></a>Acquarelli e poesie di viaggio tra Italia e Svizzera. </strong>Appena uscito il secondo libro dell&#8217;autrice Marina Riva.<br class="spacer_" /><br />
<span id="more-51007"></span>&#8220;Da casa mia a casa mia&#8221; è la seconda pubblicazione di Marina Riva già autrice di &#8220;E venne la neve&#8221; un&#8217;altra raccolta di acquarelli e poesie che aveva come protagonista la Valle Spluga.</p>
<p>Nella sua ultima fatica l&#8217;autrice cresciuta a Novate Mezzola si confronta con i due paesi in cui si sente a casa ovvero l&#8217;Italia e la Svizzera. Di madre svizzera e padre italiano Marina dedica il volume ai genitori &#8220;che le hanno regalato un Cuore senza frontiera&#8221;.</p>
<p>Sfogliando il libro, negli acquarelli risulta evidente la predilezione di Marina Riva per i particolari. L&#8217;autrice sceglie porte, scale, finestre e meridiane per caratterizzare i luoghi che l&#8217;hanno ispirata. Le poesie sono spesso abbinate ad una o più immagini con le quali hanno un legame intrinseco.</p>
<div style="width: 433px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2013/12/foto-423x510.jpg" target="_blank"><img title="Da casa mia a casa mia" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2013/12/foto-423x510.jpg" alt="" width="423" height="510" /></a><p class="wp-caption-text">Bondo luglio 2005</p></div>
<p><a href="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2013/12/foto.jpg"></a></p>
<p>Marina Riva ha imparato ad apprezzare la Val Bregaglia rimanendo affascinata dalla sua anima senza tempo. Sono molti gli scorci ritratti in valle che hanno dato spunto ad una poesia. Si parte da Castasegna per arrivare ad Isola attraverso un viaggio fatto di immagini, parole e suggestioni.</p>
<p>Il volume si può acquistare in libreria a Chiavenna e St. Moritz ed è disponibile anche presso i negozi di Castasegna.</p>
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		<title>Tre ore a andare, tre ore a stare, tre ore a tornare</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Dec 2013 23:01:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="https://archivio.labregaglia.ch/?p=50790" href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=50790"></a><strong>Si intitola Tre ore a andare, tre ore a stare, tre ore a tornare.</strong> Raccoglie fiabe, leggende e racconti tradizionali del Grigionitaliano.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-50790"></span>&#8220;Tre ore a andare, tre ore a stare, tre ore a tornare&#8221; (a cura di Luisa Rubini&#8230;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="https://archivio.labregaglia.ch/?p=50790" href="https://archivio.labregaglia.ch/?p=50790"><img class="alignleft size-full wp-image-50791" title="Pubblicazione" src="https://archivio.labregaglia.ch/wp-content/uploads/2013/12/tre.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><strong>Si intitola Tre ore a andare, tre ore a stare, tre ore a tornare.</strong> Raccoglie fiabe, leggende e racconti tradizionali del Grigionitaliano.<br class="spacer_" /><br class="spacer_" /><span id="more-50790"></span>&#8220;Tre ore a andare, tre ore a stare, tre ore a tornare&#8221; (a cura di Luisa Rubini Messerli, prefazione di Tatiana Crivelli, pp. 488, Fr. 49) è edito da Dadò e dalla <a href="https://www.pgi.ch/index.php/attivita/comunicazioni/734-nuova-pubblicazione-della-pgi" target="_blank">Pro Grigioni Italiano</a>.</p>
<p>Questo volume ci dà la possibilità di leggere &#8211; uno al giorno, per duecento giorni, se solo volessimo -  testi brevi di un tempo magico, dall’Ottocento in poi.</p>
<p>Ma la loro lettura non vi prenderà le tre ore del titolo, ma pochi istanti  perché i testi sono sempre brevi. Eppure sono popolati di tantissimi personaggi strani, di esseri inquietanti, di voci che provengono da lontano.</p>
<p>Queste storie che provengono dalla Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo documentano specificità di un territorio e della sue tradizioni folkloristiche. Al tempo stesso ci ricordano altre favole di un tempo passato a noi pervenute da altre tradizioni e ci rivelano così intrecci di culture.</p>
<p>Tra gli esseri soprannaturali ricordo quello del folletto dell’Alpe di Soazza, che in una storia entra nella cascina e si siede sul mastello di legno dove la casara mette il siero per fare la ricotta. E fa molti scherzetti e dispetti: si diverte a far suonare la campana nella mangiatoria, oppure si introduce in una mucca e la fa girare come impazzita. Certo, il folletto crea qualche danno, soprattutto quando non lascia nemmeno coagulare il latte. Eppure è molto amato come un «pinin», un ragazzino dispettoso.</p>
<p>Streghe e diavoli animano invece il borgo di Poschiavo: e lì troviamo la storia della strega a tre teste. La vecchia indemoniata, arruffata e sbuffante e con gli occhi di fuori, quando viene condannata a perdere la testa stupisce il suo boia, perché dopo averle calato il colpo mortale, fa sgorgare dal suo maledetto collo ingrinzito altre due teste, uguali alla prima come le uova. E non fu l’ultima stregoneria della vecchia sciagurata, perché la mattina dopo «trovarono al posto della sua casa null’altro che un mucchio di calcinacci e di travi bruciacchiate».</p>
<p>Infine vi segnalo una leggenda, quella bellissima di San Gaudenzio. Salendo la Val Bregaglia, tra Casaccia e Maloggia c’è la chiesa a lui dedicata. Il santo, nato nel 348 nell’alta Italia, predicava il Vangelo e per questo fu insidiato e poi ucciso dai pagani. Si dice allora che, dopo la sua lapidazione, avvenisse un miracolo. San Gaudenzio prese il suo capo reciso, «camminò da Casaccia fino alla collinetta dove ora sorge la chiesa e si addormentò nel Signore».</p>
<p><em>Raffaella Castagnola</em><br />
Fonte: <a href="https://www.cdt.ch/cultura-e-spettacoli/notizie/96601/voci-magiche-e-leggende-antiche.html" target="_blank">www.cdt.ch</a></p>
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